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Notizie dal Piemonte | 29 giugno 2021, 08:22

Traffico illecito di rifiuti, 7 arresti: la Finanza di Torino sequestra oltre 43 milioni di euro

Contestata anche l'emissione di false fatture

Traffico illecito di rifiuti, 7 arresti: la Finanza di Torino sequestra oltre 43 milioni di euro

Traffico internazionale di rifiuti metallici e fatture false. Sono questi i reati contestati dalla Guardia di Finanza di Torino a sette persone, di cui sei in carcere e uno ai domiciliari, nell'ambito dell'operazione "Ferramiù". Da questa mattina è inoltre in corso il sequestro preventivo di un’azienda operante nel settore del commercio di metalli ferrosi nonché di beni per oltre 43 milioni di euro, tra cui disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie riconducibili agli indagati.

Le attività, dirette dal Pm Valerio Longi della Procura di Torino, sono il proseguimento di quelle avviate nel marzo scorso che avevano portato all'arresto di 15 persone e al sequestro di oltre 130 milioni di euro con perquisizioni  in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Molise e Campania e il coinvolgimento di società con sedi in Paesi dell’est Europa.

Le indagini hanno così consentito di individuare un’ulteriore società lombarda che predisponeva la “copertura” documentale e contabile dei rifiuti metallici illecitamente reperiti sul territorio nazionale, attestandone falsamente la regolarità secondo i requisiti richiesti dalla normativa dell’Unione europea. Successivamente, tali rifiuti venivano consegnati a fonderie o altre società commerciali del settore per essere reimmessi nel circuito produttivo.

Perchè i rottami metallici non siano qualificabili come “rifiuto”, il produttore deve redigere e trasmettere ad ogni cessione una "dichiarazione di conformità" per consentire, in ogni momento, l'individuazione dell'origine del rottame e, dunque, la tracciabilità dello stesso.

La società “filtro” lombarda si era, di fatto, interposta, nel recente periodo, nella filiera imprenditoriale, simulando un’effettiva attività di acquisizione intraUE proprio al fine di fornire un’apparente liceità a ingenti quantitativi di rifiuti metallici.

La complessiva azione investigativa ha consentito all’Autorità giudiziaria, sino ad oggi, di disporre 22 misure cautelari personali e sequestri di beni, ai fini di confisca, per oltre 176 milioni di euro, tra cui n. 2 aziende (in Piemonte e in Lombardia).

dal nostro corrispondente a Torino

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