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Cronaca | 15 maggio 2021, 08:23

Reimpiantato l'avambraccio alla donna ferita nell'incidente di giovedì

Un delicato intervento di microchirurgia ha consentito di salvare l'arto e ricollegare anche il pollice sinistro

Reimpiantato l'avambraccio alla donna ferita nell'incidente di giovedì

Aveva riportato l'amputazione completa dell'avambraccio e la sub-amputazione del pollice sinistro la donna rimasta gravemente ferita in un incidente stradale avvenuto nella serata di giovedì 13 maggio, lungo la bretella Santhià - Stroppiana.

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Un delicato intervento di microchirurgia, eseguito nella notte all'ospedale Maria Vittoria di Torino, ha consentito ai sanitari di salvare e reimpiantare gli arti amputati.

Grazie al lavoro, contemporaneo, delle équipes di Chirurgia Plastica, di Microchirurgia e Chirurgia della mano e di Ortopedia e Traumatologia 1 dell’ASL Città di Torino, è stato possibile effettuare un delicato intervento di microchirurgia, che ha consentito il reimpianto dell’avambraccio e la riparazione pollice.L’intervento, tecnicamente riuscito, si è concluso alle 6 di venerdì 14 maggio. La paziente è ora in prognosi riservata.

«Considerata la tipologia di trauma con strappamento e torsione si trattava di un reimpianto limite ma mandatorio in una giovane donna di 40 anni - dichiara il direttore della struttura complessa di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Maria Vittoria, Giorgio Merlino.

La soddisfazione dei medici

«Un intervento possibile solo se esiste una stretta collaborazione tra Dipartimento di Emergenza Accettazione, Anestesisti, Chirurghi e Personale di sala operatoria», continua Marco Borsetti, responsabile della Struttura di Microchirurgia e Chirurgia della Mano. «Una riparazione complessa per la perdita completa di una delle due ossa dell’avambraccio”, commenta il direttore della struttura complesso di Ortopedia e Traumatologia, Gianluca Collo, che ha eseguito la riparazione ossea.

Hanno preso parte al delicato intervento anche i medici Luca Devalle, Enrico Cavalieri, Filippo Rivarossa, Gianluca Fantino, Mariagrazia De Simone e Agnese Bisciaglio.

dal nostro corrispondente a Torino

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