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Attualità | 17 aprile 2021, 16:45

Positivo al covid monsignor Cristiano Bodo: l'affetto e le preghiere degli amici vercellesi

Il vescovo di Saluzzo: «Sono vicino ai malati. La pandemia ha stravolto le vite di migliaia di persone, religiosi compresi»

Positivo al covid monsignor Cristiano Bodo: l'affetto e le preghiere degli amici vercellesi

Monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo, è positivo al Covid-19. La notizia  arriva dopo l’esito del tampone a cui si è sottoposto ieri sera, venerdì 16 aprile e a confermarla è il prelato stesso attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. 

«Non nascondo la preoccupazione per questo virus –  rende noto il vescovo - che, come per molti altri, è arrivato a toccarmi in prima persona. Tuttavia il mio pensiero va soprattutto alle vittime, agli altri malati e ai famigliari di questi. La pandemia, così come non ha risparmiato un Vescovo, ha stravolto le vite di migliaia di persone, anche tanti religiosi e religiose che hanno vissuto il loro servizio nelle loro comunità pastorali, fino all'estremo sacrificio di se stessi. Ringrazio il Vicario, don Giuseppe Dalmasso e i sacerdoti della Diocesi, per la vicinanza e la preghiera. Ringrazio tutti i fedeli che vorranno dedicare un pensiero e una preghiera per il loro Vescovo, ma non solo per me, non dimentichiamo gli anziani delle RSA, i disabili, i poveri, gli emarginati e tutte quelle persone che in questo momento vedono moltiplicarsi le loro fragilità».

Monsignor Bodo, 52 anni, vercellese, è vescovo di Saluzzo dal 2017 dopo aver operato per moltissimi anni alla guida della parrocchia dei Cappuccini e come vicario generale della Diocesi, ai tempi di padre Enrico Masseroni. In città ha tantissimi amici e molte persone che gli stanno manifestando affetto e preghiere.

Il vescovo si trova in isolamento e le sue condizioni sembrano buone: a categoria dei religiosi, che non ha rinunciato al servizio di assistenza religiosa nella comunità, è tra le fasce più esposte al contagio del virus. Nel vercellese sono stati diversi i sacerdoti che hanno contratto la malattia finendo in ospedale e rimettendoci anche la vita.

redaz

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