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Pro Vercelli | 07 aprile 2021, 19:04

Carosso: «Ci attende un finale di fuoco»

Una stagione segnata dagli infortuni, ma anche dalla convocazione nella Under 19 per il promettente centrale della Pro Vercelli - «Il mister vuole vincere, anche noi. Ma pensiamo a una partita per volta»

Alessandro Carosso, 19 anni

Alessandro Carosso, 19 anni

«Faccio un nome, come simbolo della nuova Pro Vercelli: Alessandro Carosso».
La frase è del direttore Alex Casella, alla prima conferenza stampa della nuova società, ad agosto.
«Gli mancano due centimetri d'altezza, ma è forte quanto Bani oppure più».
Parole dell'ex ds, Massimo Varini, l'anno passato.
«Sono mesi che sta tribolando, mi spiace non averlo a disposizione».
Francesco Modesto, dicembre 2020.

Alessandro Carosso, 19 anni. Tredici gare nella Pro allenata da Gilardino, che lo fece esordire a soli 17 anni, e cinque, solo cinque quest'anno. La prima prima domanda è la domanda che si pongono tutti i tifosi: come stai e cosa è successo quest'anno? Doveva essere l'anno della tua consacrazione...
«Ho avuto un problema già dal ritiro con la spalla, poi, verso settembre, ho avvertito un problema al piede. Sembrava niente, ma il dolore aumentava, così mi allenavo assumendo farmaci, nel frattempo ho fatto mille visite, poi, dopo essere stato fermo per un mese, finalmente da febbraio sono riuscito a riprendere.»

Il calcio è strano. Nella prima di campionato, contro il Novara, in formazione c'era De Marino e non Carosso. Ironia della sorte, il primo infortunio, quello alla spalla, te lo procurasti proprio in uno scontro con De Marino.
«Sì, lui è entrato da dietro e io sono caduto male, ma il mio problema è stato il piede, che mi ha fatto tribolare per cinque mesi.»

Torniamo a te, nasci a Torino 19 anni fa. E a Torino vivi. Fai avanti e indietro, dunque.
«Sì, ma anche Comi, Emmanuello e Rolando. Viaggiamo insieme, facciamo una macchinata per venire a Vercelli ad allenarci e poi tornare.»

Hobby?
«La musica in particolare, ho dei gusti miei, particolari, magari diversi dai miei coetanei. Non mi attirano molto i film. Ma ho intenzione di riprendere a studiare da privatista, ci tengo a prendere un diploma. Sai, ho un fratello che ha sette anni più di me ed è già alla seconda laurea...»

Dove hai iniziato a giocare?
«Nel Barcanova, poi, dopo un anno abbastanza inutile nelle giovanili del Toro, sono tornato nel Barcanova e infine sono arrivato alla Pro Vercelli. Questo è il mio quarto anno con questa maglia.»

La tua altezza, che è importante per il gioco aereo, di preciso quant'è?
«Un metro e 81.»

Centrale di difesa, ma Modesto, contro il Como all'andata, ti utilizzò per uno spezzone di partita come esterno di centrocampo. Potresti giocare anche come terzino sinistro così da sfruttare la tua velocità?
«Posso giocare nei due ruoli, centrale oppure terzino in una difesa a quattro. E poi c'è la difesa che vuole Modesto, un gioco basato sulla corsa, dove il centrale di sinistra spesso si trova a fare il terzino e a spingere».

Francesco Modesto in due parole.
«E' una fortuna essere allenati da lui. Ti fa crescere, soprattutto a livello mentale. E poi basa tutto sull'intensità. Il secondo di Modesto, mister Perrelli, dice sempre che, se quando giochiamo ci mettessimo il trenta per cento dell'intensità con cui ci alleniamo, le vinceremmo tutte.»

Come si convive saltando allenamenti e partite?
«Inizialmente ero spaesato, poi piano piano mi sono tranquillizzato. Il rammarico di non aver dato il mio contributo c'è... e comunque ho perso una stagione.»

Un'annata amara, ma con una gran bella soddisfazione, per te e per la società: la convocazione nella Under 19 maggiore. Insieme a giocatori dei grandi club di A, insomma.
«Non me l'aspettavo, è stata una bella emozione e un piccolo premio per i sacrifici che ho fatto.»

Cosa auguri a te stesso?
«Che il calvario sia finito e di crescere, sempre più, magari al fianco di giocatori esperti.»

Mi fai un esempio? Un nome?
«Masi, senza dubbio.»

E come vedi la Pro Vercelli nelle ultime quattro gare?
«Al mister piace vincere, noi faremo di tutto per vincere, ma dobbiamo pensare a ogni singola gara. Saranno partite belle e di fuoco, quest'anno è ancora tutto aperto.»

Remo Bassini

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