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Politica | 07 aprile 2021, 10:17

Locarni: «Solidarietà a un mondo messo in ginocchio dalle chiusure»

L'intervento del presidente del Consiglio comunale: «Mi associo alle richieste di Cirio e Poggio per andare verso le riaperture»

Locarni: «Solidarietà a un mondo messo in ginocchio dalle chiusure»

Riceviamo e pubblichiamo.

È nei momenti delicati come quelli attuali che bisogna mettere ancor più testa se possibile. La protesta di Roma non dev’essere vista come un caso isolato, le manifestazioni avvengono quotidianamente in diverse città lungo la nostra penisola. Non si abbia la miopia di pensare che tali azioni di dissenso siano politicizzate e, condannando senza se e senza ma gli atti violenti di alcuni, si guardi alle migliaia di persone presenti, titolari di esercizi di somministrazione alimenti e bevande, titolari di tutti quegli articoli non ritenuti di prima necessità che scontano chiusure di centinaia di giorni annui, esercenti il commercio su area pubblica, senza dimenticare tutti coloro che lavorano nel mondo dello spettacolo e del turismo.

Non dimentichiamo che ogni euro investito in cultura ne genera altri tre, non dimentichiamo che il turismo genera indotto per molte attività e soprattutto non dimentichiamo che dietro ad arti e mestieri non c’è solo una partita IVA ma ci sono uomini e donne, padri e madri, famiglie intere il cui futuro rimane incerto.

La mia solidarietà va a tutti costoro, non solo da amministratore pubblico ma perché parte attiva di un commercio ridotto allo stremo, il tutto senza dimenticare la perdita di migliaia di posti di lavoro all’interno di siti produttivi o uffici. Ora l’ideologia non mette insieme un pranzo e una cena, ora serve dati alla mano aprire seppur a zone, in tutte quelle aree dove i dati sanitari in maniera oggettiva e ribadisco non ideologica lo consentano. Ora più che mai serve coesione e concertazione d’intenti e soprattutto coraggio di affrontare scelte assumendosene le responsabilità che comportano. Perché tutti gli aiuti vanno bene ma il vero aiuto per una partita IVA e non solo, rimane la possibilità di sostentarsi con il proprio lavoro sinonimo di dignità e libertà.

Per questi motivi mi associo alla lettera inviata dall’assessore regionale al Commercio Poggio Vittoria e del presidente Alberto Cirio al ministro Speranza e a chi in questo momento sta insistendo con il premier Draghi sulle riaperture, in quanto non sta mettendo in campo un’azione di propaganda ma sta dando voce a chi non ne ha, ricordando che i dati Istat rilevano che in un anno sono andati persi 945mila posti di lavoro. Di fronte a tali numeri diventa ancora più urgente che, parallelamente all’impegno per rendere più efficiente il piano vaccinazioni, si programmi la riapertura delle attività che possono essere svolte in sicurezza.

 

Gian Carlo Locarni, presidente del Consiglio Comunale Città di Vercelli

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