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Attualità | 04 aprile 2021, 10:18

"Le carni di Pasqua": incontro con la RistoMacelleria Rosso 27

Appuntamento online dell’Accademia Italiana della Cucina

"Le carni di Pasqua": incontro con la RistoMacelleria Rosso 27

Incontro online per la delegazione di Vercelli dell’Accademia Italiana della Cucina. «Nonostante le nostre speranze, la situazione pandemica non è mutata e non possiamo ancora ritrovarci in presenza e riprendere l’attività conviviale – ha detto la delegata di Vercelli Paola Bernascone Cappi -. Per questo motivo, come già fatto in occasione del Natale, continueremo, anche nel corso del 2021, ad incontrarci online  con riunioni ed ospiti che manterranno vivo il nostro spirito accademico». 

“Le carni di Pasqua” è stato il titolo dell’incontro su Google Meet, con ospite Claudio Limberti, titolare della RistoMacelleria Rosso 27 di Vercelli, presidente provinciale e consigliere nazionale Fida Confcommercio, che ha illustrato direttamente dal banco della sua macelleria, le carni e i tagli più adatti al pranzo di Pasqua: capretto, agnello e agnellone.

Claudio Limberti, macellaio di seconda generazione, dopo i primi insegnamenti del padre Giovanni e una lunga gavetta, nel 2004 con la moglie Gabriella Aietti ha rilevato la storica macelleria Bottega della Carne, unica associata COALVI. Nel 2015 Limberti ha un’intuizione geniale: amplia la macelleria e la trasforma nella RistoMacelleria Rosso27, un locale camaleontico, da quest’anno nel Registro delle Eccellenze Italiane,  con vendita al dettaglio durante giorno ed un vero e proprio ristorante negli orari del pranzo e della cena. La moglie Gabriella tra l’altro è membro dell'ordine Internazionale ei Discepoli d'Auguste Escoffier. Claudio Limberti nel corso dell’incontro online sì è anche esibito nella dimostrazione di una battuta al coltello di cui è campione italiano. 

«La carne ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia e nello sviluppo della società umana – racconta Paola Bernascone Cappi -. Inizialmente la carne è stata la soddisfazione di un bisogno alimentare, nel corso della storia però è diventata anche un piacere  e un alimento costitutivo di una determinata appartenenza sociale. Carlo Magno che è l’archetipo della tensione tra il modello monastico, portatore di valori  come la moderazione e il digiuno, e il modello nobiliare, portatore di valori come il potere e a forza, che caratterizzò il Medioevo, ha fatto del consumo della carne un tratto caratteristico della sua iconografia. Eginaldo ci racconta che faceva quattro pasti con carni diverse e la sua preferita era l’arrosto. In tutte le religioni il cibo ha un valore simbolico e la carne in particolare è sottoposta a regole molto precise».

L’incontro online si è chiuso con lo scambio degli Auguri di una serena Pasqua «sperando – ha concluso Paola Bernascone Cappi - sia veramente foriera di rinascita».  

redaz

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