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Economia | 02 aprile 2021, 10:23

Cerutti: sì alla cassa. «Il valore di un'azienda non è il marchio ma i lavoratori che lo fanno vivere»

La battaglia dei dipendenti prosegue: ora l'obiettivo è l'immediata apertura del tavolo ministeriale di crisi. Il 3 maggio la chiusura dell'asta

Cerutti: sì alla cassa. «Il valore di un'azienda non è il marchio ma i lavoratori che lo fanno vivere»

Sì alla cassa Covid per i lavoratori della Cerutti di Vercelli e Casale: il Tribunale ha approvato la richiesta di sindacati e ha trasmesso l'istanza approvativa al ministero.

«Una buona notizia che ci consente di ragionare con più lucidità in una situazione che resta difficile - dicono i sindacalisti di fronte ai lavoratori che da oltre un mese presidiano lo stabilimento di Casale - Dopo Pasqua andremo a parlare del fallimento come rappresentanti di lavoratori agganciati all'azienda. Questo passaggio è importante perché consente a tutti noi di avere un peso maggiore al tavolo delle trattative».

Una buona notizia per l'immediato e per il futuro che non deve però far parlare di vittorie: «Ci troviamo sempre di fronte a un fallimento e la strada è lunga e faticosa - proseguono i sindacati - Il prossimo obiettivo sarà l'apertura dei tavoli ministeriali. Ora non ci sono più alibi: c'è la richiesta di ammortizzatori sociali da parte della curatela per superare quel problema che finora aveva bloccato l'apertura de tavoli. E, intanto, si apre un'altra partita difficile: vedere se arriverà un'offerta per l'acquisizione del gruppo o di una parte di esso e trattare per il futuro dei lavoratori che potranno essere agganciati a quest'eventualità. La battaglia non si ferma: continuiamo ad aver bisogno di tutti gli attori che ci hanno supportati finora».

I ringraziamenti sono bipartisan e, al primo posto, sono per i lavoratori che non hanno mai mollato la loro battaglia sindacale: «Abbiamo avuto la forza di rimanere qui fino a oggi - dice Ivan Terranova, Fiom Cgil di Vercelli Valsesia - e sicuramente ci resterete anche domani. Oggi sono 255 i lavoratori coinvolti in questa battaglia, divisi su due territori. Un mese passa in fretta: è ora di aprire subito i tavoli ministeriali. Ai giudici abbiamo spiegato che il valore di un'azienda non è solo in un marchio, ma è nei lavoratori, nella loro professionalità, nella loro capacità di produrre. Senza i lavoratori l'azienda si espone al rischio del classico spezzatino: dunque è fondamentale ottenere una proposta concreta, da elaborare attorno a un tavolo per mettere in piedi una proposta concreta, perché un mese passa in fretta». 

L'appello è rivolto a tutti gli attori del territorio che si sono spesi in questi mesi: gli amministratori locali di Casale - di maggioranza e opposizione - la Regione, i Prefetti di Vercelli e Casale, i parlamentari Susy Matrisciano e Federico Fornaro, e gli onorevoli Chiara Gribaudo e Riccardo Molinari.

redaz

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