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Cronaca | 02 aprile 2021, 08:12

Ventisei indagati per la donna morta dopo essersi strappata il tubo del respiratore

La Procura ha disposto perizie ed esami e ha aperto un fascicolo per omicidio colposo

Ventisei indagati per la donna morta dopo essersi strappata il tubo del respiratore

La Procura della Repubblica di Vercelli ha iscritto 26 persone nel registro degli indagati per la morte di Brigida Ranno, la donna torinese deceduta il 10 marzo all'ospedale Sant'Andrea, dov'era stata ricoverata per una polmonite bilaterale causata dal Covid. L'ipotesi di reato sul quale indaga la Procura è omicidio colposo: tra gli indagati ci sarebbero personale medico e infermieristico del reparto ma anche figure esterne all'ospedale.

Secondo quanto è emerso dalle indagini la donna, intubata, si è svegliata all'improvviso dalla sedazione e, probabilmente stordita e sotto shock, dopo essersi strappata il tubo che le permetteva di respirare, è caduta dal letto del reparto di Terapia Intensiva in cui era ricoverata, morendo poco. Una sequenza riperesa dalla videosorveglianza della stanza, così come l'intervento dei sanitari che cercano di rianimarla. E proprio quelle immagini dovrebbero essere utili per stabilire se ci sia stata una falla nelle procedure e nelle tempistiche dei soccorsi o se il dramma sia imputabile a una tragica fatalità.

leggi anche: SI STRAPPA IL TUBO DEL RESPIRATORE, IN UN VIDEO IL DRAMMA

La Procura, oltre a disporre l'autopsia sulla donna per accertare le cause della morte, ha disposto alcune perizie anche sui macchinari ai quali era collegata e ha sequestrato il video in cui si vedono le fasi dell'incidente e i soccorsi. Anche l'esame di qust'ultimo sarà fondamentale per capire se la morte di Brigida Ranno potesse essere in qualche modo evitata. La paziente, 52enne torinese, impiegata in una mensa scolastica, era arrivata al Sant'Andrea di Vercelli dall'ospedale Gradenigo di Torino.

redaz

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