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Pro Vercelli | 27 marzo 2021, 15:40

Modesto: «Voglio una Pro tranquilla e aggressiva, insomma: spensierata»

«Livorno è una partita-trappola. Giocheranno con orgoglio. Noi non dobbiamo pensare alla classifica, non siamo stati costruiti per vincere sempre. Ma per giocare... alla morte sì»

Francesco Modesto

Francesco Modesto

«Io voglio vincere sempre. Non ho mai detto ai ragazzi di giocare per il pari. Ma un conto è voler vincere, un conto è il campo. Sul campo è il particolare che fa la differenza: la corsa, il voler vincere i duelli. E a Livorno dovremo fare attenzione. La società è in crisi e la squadra sta soffrendo? Era così anche all'andata. I calciatori del Livorno giocheranno con orgoglio, vorranno fare punti, vorranno fare bella figura e noi...» dice l'allenatore della Pro Vercelli, Francesco Modesto prima della partenza del pullman per la Toscana «noi dobbiamo giocare come sempre: tranquilli e aggressivi come sempre, insomma spensierati.»

Mancano sei partite. L'ultima, la sconfitta interna con l'Alessandria, brucia ancora.

«Nel primo tempo contro il Como eravamo contratti, e la cosa si è ripetuta nel primo tempo con l'Alessandria, ma ci sta. A fine partita ho detto ai ragazzi che la preoccupazione di dover vincere il campionato è dell'Alessandria, non nostra, e che la sconfitta nulla toglie al buon lavoro fatto in questo campionato.»

I ragazzi sentono eccessivamente la pressione?

«Quando hai ottenuto 15 risultati consecutivi, recuperato punti su Como e Renate, vuol dire che i ragazzi hanno spinto sull'acceleratore, con maturità. È normale che a sei giornate un po' di pressione si senta, ma noi dobbiamo giocare come sempre.»

Meglio allenare una squadra forte ma piena di elementi esperti, o una squadra giovane, magari in crescendo, ma che, appunto, difetta di esperienza?

«L'esperienza conta, se hai 300 partite, hai un'esperienza diversa da chi ha iniziato. Stessa cosa succede nella vita. Un manager di 60 anni uno di 30, avranno visioni diverse. I giovani? La forza, torno a ripetere, deve essere la spensieratezza. Puntavamo al decimo posto, ora siamo secondi. Comi, Masi, Emmanuello, Nielsen, Emmanuello hanno alzato l'asticella. I giovani sono cresciuti, piano piano. Prima con De Marino, poi Della Morte che è esploso a gennaio e gli altri... E mi spiace per Carosso, che non ho potuto utilizzare perché sta vivendo una stagione travagliata. Trovatemi una squadra con una rosa giovane che è seconda classifica. E noi, vorrei ricordarlo, siamo partiti con l'obiettivo del decimo posto. E comunque, adesso mancano sei partite... sei partite da giocare alla morte.»

Una domanda a Modesto allenatore ed ex calciatore che ha giocato ai massimi livelli nella massima serie. Prandelli si è dimesso da tecnico della Fiorentina. Troppa tensione, è stato scritto. Ma è stato anche scritto che il rapporto con i giocatori non era il massimo. Lui avrebbe voluto giocare con una difesa a quattro, i giocatori con una difesa a tre...

«Non conosco bene la vicenda e quindi non posso giudicare. Dico solo due cose. Un allenatore deve sempre avere le spalle coperte da qualcuno che creda nel tuo lavoro. Ma su 23, 24 giocatori che hai devi avere almeno 18 giocatori che ti seguono.»

Remo Bassini

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