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Pro Vercelli | 25 marzo 2021, 16:10

La Nigeria, l'anno all'Inter, poi il Rende, Modesto, la Pro Vercelli

Intervista a Theophilus Awua. - «Perdere fa male, ma noi adesso dobbiamo pensare solo a fare punti»

Theophilus Awua (foto Ivan Benedetto)

Theophilus Awua (foto Ivan Benedetto)

«Perdere fa male, brucia, Ma non bisogna piangersi addosso. Da domenica prossima e fino alla fine del campionato dobbiamo pensare solo a fare punti».
Theophilus Awua, mezzala. Meglio ricordarlo: ha giocato in B e in C ma di anni ne ha (solo) 23.
Dotato di una buona tecnica, ha nella corsa e nella forza fisica il suo punto di forza. Interrompere un'azione avversaria e poi ripartire in velocità, con al palla al piede, è la sua caratteristica più evidente (impossibile non ricordare le sue ripartenze contro la Juventus Under 23).
Gioca mezzala «ma ho iniziato come mediano» ricorda Theophilus.

Nato in Nigeria, arriva in Italia per la prima volta nel 2015. Ha 17 anni, disputa il Torneo di Viareggio con la maglia dell'Abuja. Lo nota lo Spezia, che si accorda con l'Inter. Così il ragazzo per un anno gioca con i colori nerazzurri nella squadra Primavera, a Milano. Come fu quell'anno?

«Diciamo anche andò bene, anche se i primi tempi non furono facili. C'era il problema della lingua. Ma nel calcio l'unica lingua che conta è il campo, e quindi posso dire che andò bene.»

E Milano? La vita a Milano?
«Mi ci sono trovato bene. È una città ricca di stimoli, mi piaceva andare in giro per la città con i miei compagni di squadra.»

Prima dell'esperienza milanese hai vissuto in Nigeria. Che ricordi hai?
«In Nigeria vivono le persone che mi sono care. La mia vita prima di venire in Italia, comunque, non è stata facile, perché provengo da una famiglia umile, che aveva difficoltà economiche.»

I tuoi perenti. Li hai visti di recente, li senti al telefono?
«Li sento al telefono, perché purtroppo il Covid ultimamente mi ha impedito di tornare. Speri di poterlo fare questa estate.»

Ti senti più italiano o nigeriano?
(Ride)
«In Italia sto bene, ma la voglia di tornare c'è sempre.»

Dopo l'Inter, una parentesi con la Juve Stabia (una presenza in C), un'altra con lo Spezia (una presenza in B) e poi arrivi a Rende, dove trovi Francesco Modesto. Il suo primo anno da allenatore, il tuo primo anno da protagonista, con 30 presenze e 6 gol.
«L'anno di Rende fu un buon anno. Il mister mi diede fiducia, e feci di tutto per ripagarlo.»

Una frase per definire Modesto dal punto di vista umano.
«Una persona onesta, che fa di tutto per aiutare tutti i suoi giocatori.»

Veniamo a quest'anno...
«Un anno positivo. Perché lavoro insieme a dei ragazzi motivati.»

A centrocampo siete uno di troppo: tu, Emmanuello e Nielsen per due maglie.
«Siamo tre giocatori con caratteristiche diverse. Io credo che siamo tre giocatori bravi nel loro ruolo, ma poi tocca al mister scegliere, valutando le caratteristiche degli avversari. È giusto che sia così.»

La sconfitta con l'Alessandria, brucia?
«Brucia, fa male. Nel primo tempo non abbiamo fatto bene, ma nel secondo tempo meritavamo di pareggiare.»

Eravate forse troppo tesi?
«Non credo, io non lo ero, ma il calcio è un gioco collettivo. Sbagliavamo qualcosa, ma poi nella ripresa ci siamo corretti.»

Domenica la Pro Vercelli gioca a Livorno e Livorno è stata una tappa importante nella tua carriera: 14 presenze l'anno scorso in serie B.
«Mi spiace che il Livorno viva questa crisi. E' una piazza che merita di più. Anche se retrocedemmo, per me fu un'esperienza importante. Ma se domenica dovesse mandarmi in campo, io farò di tutto per fare in modo che Pro Vercelli vinca.»

Senti nel Rende segnasti sei gol. Quando farei esultare i tifosi vercellesi con una rete?
«Prima o poi arriverà. Magari l'ultima giornata... Io comunque ci provo e ci proverò sempre. »

Remo Bassini

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