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Arte e Cultura | 28 febbraio 2021, 16:30

Visita virtuale alla mostra “Le signore dell’arte tra ‘500 e ‘600”

Annamaria Bava, direttrice della Galleria Sabauda, in collegamento zoom con il Soroptimist Vercelli

Visita virtuale alla mostra “Le signore dell’arte tra ‘500 e ‘600”

Si aprirà il 2 marzo prossimo al Palazzo Reale di Milano la mostra “Le signore dell’arte tra ‘500 e ‘600” e si annuncia già come un evento culturale di grande spicco. Il Soroptimist di Vercelli con la sua presidente professoressa Rita Manuela Chiappa ha saputo immediatamente cogliere questa opportunità per tornare a parlare di donne, di cultura, di pagine importanti per i ruoli femminili nella Storia.

Ospite e relatrice della serata di mercoledi 24 la dottoressa Annamaria Bava, direttrice della Galleria Sabauda ed uno dei tre curatori della suddetta mostra posticipata più volte a causa della pandemia che vedrà finalmente la luce con ben 140 opere di 34 artiste italiane e che sarà visitabile fino al 25 luglio.

L’incontro, organizzato via zoom, si è aperto col consueto suono della campana cui sono seguiti i saluti della Presidente Chiappa alle socie in collegamento, agli amici del Museo Borgogna e ad altre sorores italiane invitate all’evento.

La dottoressa Bava che vanta un prestigioso curriculum, ha accompagnato tutte in quella che potremo definire una visita virtuale alla mostra. Il percorso espositivo è stato allestito seguendo vari criteri, l’estrazione familiare o sociale delle pittrici o i soggetti scelti nei quadri ispirandosi spesso alle biografie delle protagoniste tramandateci da Giorgio Vasari.

Potremo trovare opere della famosa Sofonisba Anguissola, citando in particolare la “Partita a scacchi” proveniente da Poznan in Polonia, della bolognese Lavinia Fontana, famoso il suo “Autoritratto allo studio” normalmente agli Uffizi, della bolognese Elisabetta Sirani, che pur morendo a soli 27 anni ci ha lasciato opere potenti (una delle quali si trova nel Museo Borgogna di Vercelli ed è tra le protagoniste della mostra)in cui vengono esaltati il coraggio e la forza delle donne, la piemontesissima Orsola Maddalena Caccia e tante altre artiste dai nomi forse meno noti (Suor Lucrina Setti, Barbara Longhi, Fede Galizia, Giovanna Garzoni) che i visitatori della mostra impareranno a conoscere ed apprezzare se già non lo stanno facendo.

Non poteva mancare in questa prestigiosa rassegna la celeberrima Artemisia Gentileschi, esempio paradigmatico dell’emancipazione femminile nelle arti e non solo, con le cui opere si conclude il percorso pensato dai curatori.

La mostra, illustrata così bene alle socie soroptimiste dalla dottoressa Bava, sarà un’occasione per approfondire e riflettere sulle sensibilità femminili, sulla forza delle donne nella Storia, sul mondo delle botteghe artistiche negli anni a cavallo tra ‘500 e ‘600.

La serata ha riscosso un successo straordinario con un numero di partecipanti collegati davvero elevato, confermando la vocazione del Soroptimist all’attenzione per il mondo femminile in ogni sua declinazione.

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