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Cronaca | 22 febbraio 2021, 15:00

La denuncia di Tiramani: «Borgosesia: medico in stato di alterazione al Pronto soccorso»

Il parlamentare: «Non si può gestire un servizio strategico con personale di società esterne. Attendo chiarimenti e un intervento dell'Asl»

La denuncia di Tiramani: «Borgosesia: medico in stato di alterazione al Pronto soccorso»

Domenica sera, dopo le 20, al Pronto Soccorso di Borgosesia un paziente si sarebbe trovato davanti un medico in stato di alterazione da alcol. Lo segnala il sindaco della città, Paolo Tiramani, contattato, nella mattinata di lunedì, dal concittadino.

Al sindaco, il borgosesiano ha raccontato che il medico aveva l’alito vinoso, l’eloquio impastato e le movenze instabili, tanto che il paziente si sarebbe fortemente allarmato sulla sua affidabilità.
E Tiramani, indignato, chiede spiegazioni all’Asl: «Il mio concittadino, illustre esponente del mondo sportivo locale, mi ha chiamato stamattina, sconcertato, per segnalarmi il gravissimo episodio che si è verificato ieri sera – dice  Tiramani – mi ha riferito che il comportamento del medico sarebbe stato tale da non lasciargli dubbi, tanto che si è rifiutato di farsi curare da lui e lo ha segnalato agli altri colleghi. È intervenuto subito il responsabile del Pronto Soccorso, il dottor Matteo Brustia, che ha allontanato il sanitario prendendo le redini della situazione. So che nella nottata sono intervenuti anche i carabinieri, e parrebbe che il dottore in questione, non dipendente dell’Asl ma di una cooperativa esterna, si sia rifiutato di sottoporsi ad accertamenti. È andata bene, ma se invece di una persona vigile fosse arrivato un anziano o una persona in stato di incoscienza, quali danni avrebbe potuto creare un medico in quelle condizioni?».

Tiramani è infuriato per la situazione e le potenziali ripercussioni della vicenda: «Speravo che si fosse compreso che è tempo di gestire la sanità in modo serio e attento – dice – ed invece mi trovo a dover sentire una storia come questa. Chiedo al direttore generale dell’Asl Angelo Penna, e alla dirigente del Pronto Soccorso Roberta Petrino: è così che pensate di gestire il pronto soccorso del secondo ospedale della provincia? È così che pensate di garantire la salute dei nostri cittadini? Com'è possibile che un territorio che ha sostenuto in tutti i modi l’ospedale, donando strumentazioni, mettendo a disposizione alloggi per i medici, offrendo tutto il supporto possibile, sia ripagato in questo modo? È una vergogna e un intollerabile spregio per il quale attendo risposte».

fr

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