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Arte e Cultura | 22 febbraio 2021, 18:40

Nel grande jazz un pezzo anche di Vercelli

Per omaggiare i novant’anni del trombonista Dino Piana, l’amico di sempre Enrico Rava decide di ‘offrigli’ un nuovo disco, Al gir dal bughi

Nel grande jazz un pezzo anche di Vercelli

Per omaggiare i novant’anni (91 il prossimo 9 luglio) del trombonista Dino Piana, l’amico di sempre Enrico Rava decide di ‘offrigli’ un nuovo disco, Al gir dal bughi (Parco della Musica Records, Jando Music) coinvolgendolo in una rimpatriata il meglio degli italici jazzisti (a partire dal figlio Franco Piana, trombettista eccelso), quasi a offrire un affettuoso tributo al sound perpetuato nei primi anni Sessanta dal piemontese Basso Valdambrini Sextet dove alla front line dei due leader - Gianni al sax tenore, Oscar a tromba e flicorno - s’affianca il valve trombone, lo strumento a pistoni, utilizzato anche da Bob Brookmeyer, del quale Dino molto umilmente si considera un onesto discepolo, anche se ben presto diverrà uno dei solisti più richiesti in Europa.I

n questo grande jazz un pezzo anche di Vercelli nel senso che tra gli anni ’50 e ’60 in Italia i migliori solisti provengono dall’area torinese, astigiana e appunto vercellese: all’epoca i jazzmen bicciolani sono tantissimi, Sergio Valenti, Piero Pollone, Guido Lamorgese, Clinio Bergamini, Francesco Dongilli, Giulio Libano e soprattutto il sax tenore Gianni Dosio che, quale membro del Quintetto di Torino, contende al Basso-Valdembrini Quintet lo scettro della maggior jazz band moderna. E nel curriculum di Dino Piana ci sono molte jam session con gli amici jazz omani vercellesi.

Lo stile sia del Quintetto di Torino sia del Basso Valdambrini Quintet è prossimo al californiano (il west coast jazz), anche se ascoltano della nuova scena newyorchese spinge il gruppo, ora appunto sestetto, a guardare con interesse le novità introdotte dall’hard bop, spingendosi addirittura, verso la fine del decennio, verso audaci improvvisazioni.Oggi il sestetto di Dino Piana - con lui, Rava e il figlio Franco Piana ai flicorni, Julian Oliver Mazziarello al piano, Gabriele Evangelista al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria – propone con Al gir dal bughi un repertorio di 9 song celeberrimi e bellissimi, suonati con un imprinting che, in un raffinato stile mainstream, raccoglie spunti e idee tanto dal californiano quanto dall’hard bop: accanto agli altri a rotazione, in tutti i brani c’è sempre un assolo di Dino, ancora sorprendente per fraseggio, musicalità, inventiva.

Sembrano lontani i tempi in cui il trombonista esclamava in dialetto astigiano “Al gir dal bughi” (il giro armonico del boogie-woogie) associandolo al blues in fa, come ricorda Rava che a quest’espressione già dedica uno dei suoi pezzi - dal titolo quasi uguale Algir Dalbughi - nell’album Easy Living (2004).

Guido Michelone

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