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Notizie dall'Italia | 18 febbraio 2021, 19:29

Pavia: donna uccisa nella vasca da bagno, il compagno confessa l'omicidio

Arrestato un 28enne che ha ammesso di averla strangolata

Pavia: donna uccisa nella vasca da bagno, il compagno confessa l'omicidio

Strangolata da un compagno violento e con problemi di alcolismo con il quale aveva da poco iniziato una convivenza che aveva subito capito essere pericolosa.

Si è consumato nella vicina Pavia l'ennesimo delitto che vede come vittima una donna: a trovare il corpo senza vita di Lidia Peschechera 49 anni, erano stati, nel pomeriggio del 17 febbraio, erano stati i Vigili del Fuoco allertati dal datore di lavoro della vittima che, da alcuni giorni, non si era presentata al lavoro e non rispondeva al telefono. L'uomo, preoccupato anche per alcuni strani messaggi che aveva ricevuto dalla dipendente, si è recato insieme all'ex marito della donna a casa di quest'ultima e, quando nessuno per l'ennesima volta ha risposto al campanello, sono stati chiamati i Vigili del Fuoco. I soccorritori, costretti a entrare da una finestra, hanno rinvenuto il cadavere della donna adagiato nella vasca da bagno, in stato di decomposizione e coperto da un asciugamano.

A compiere l'indagine lampo i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Pavia e della locale Compagnia: i sospetti si sono concentrati subito su A.N., 28enne con problemi di alcolismo e senza fissa dimora, con il quale la vittima aveva avviato recentemente una convivenza, ma poiché il giovane aveva manifestato alcuni comportamenti violenti, la donna aveva confidato a una amica l’intenzione di allontanarlo dall’abitazione. A seguito dei primi accertamenti la Procura della Repubblica di Pavia ha autorizzato l'intercettazione dei telefoni in uso al giovane e con la collaborazione del del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha individuato l'ubicazione dell’utenza dell’uomo, che si era rifugiato a Milano. 

A.N. rintracciato nei pressi un ostello di via Doria, è stato trovato in possesso di numerose carte bancomat e tessere spesa, di un cellulare Samsung e di circa 190 euro mentre nella camera affittata dal giovane sono stati rinvenuti documenti personali della vittima ed un mazzo di chiavi dell’abitazione di via De Pretis.

Accompagnato negli Uffici del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri il giovane, interrogato dal Procuratore della Repubblica, Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore Diletta Balduzzi, ha confessato il delitto:  il 12 febbraio scorso, durante un ennesimo litigio, ha strangolato la donna nella vasca da bagno e, nonostante la presenza del cadavere, ha continuato a vivere nell’abitazione fino al 15 febbraio, ammettendo anche di aver inviato con il cellulare della vittima dei falsi messaggi al datore di lavoro, per non allarmarlo sull’assenza dal lavoro.

Sulla scorta degli elementi emersi e della confessione, l’Autorità Giudiziaria ha emesso nei confronti di A.N. un “Decreto di fermo del Pubblico Ministero”, per il reato di omicidio volontario aggravato, disponendo la sua traduzione presso la Casa Circondariale di Pavia.

dal nostro corrispondente a Vigevano

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