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Attualità | 15 febbraio 2021, 14:38

La Regione: «Subito i ristori per la montagna messa in ginocchio dalle chiusure»

Mancata apertura degli impianti: riunione straordinaria della giunta piemontese. Gli attacchi a Speranza di Marnati e del consigliere regionale Angelo Dago

Una delle piste dell'Alpe di Mera, preparate ma rimaste chiuse

Una delle piste dell'Alpe di Mera, preparate ma rimaste chiuse

La Giunta regionale del Piemonte si è riunita questa mattina in seduta straordinaria per affrontare il tema della mancata ripartenza dell’attività degli impianti di sci, decisa ieri sera dal Governo a meno di 12 ore dall’apertura delle stazioni sciistiche.

Presenti in videocollegamento anche Giampiero Orleoni e Nicola Bosticco, presidente e vicepresidente di Arpiet, l’associazione che rappresenta i gestori degli impianti di risalita piemontesi.

In giornata la Regione scriverà al Governo per risollecitare l’attivazione immediata dei ristori che gli operatori del settore attendono da mesi (parametrati sul modello francese, che prevede un ristoro di circa il 50% dei ricavi annuali), ma anche un ulteriore indennizzo per le cinque false partenze subite dal comparto fin dall’avvio della stagione invernale (la prima per il ponte dell’Immacolata, poi ancora il 20 dicembre, il 7 e 18 gennaio e adesso il 15 febbraio), che hanno causato un aumento dei costi fissi del 20%.

Nel pomeriggio l’assessore agli Affari Legali Maurizio Marrone verificherà con l’avvocatura della Regione la possibilità di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori degli impianti, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni, mentre gli assessori allo Sport Fabrizio Ricca e al Turismo e Commercio Vittoria Poggio incontreranno il neo-ministro del Turismo Massimo Garavaglia.

Stamattina invece il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme al vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso, si è confrontato con il ministro agli Affari regionali Mariastella Gelmini per chiedere una immediata convocazione delle Regioni che hanno nel sistema invernale uno dei comparti economici strategici per il proprio territorio. Un settore che dà da vivere a migliaia di famiglie e che oggi rischia il collasso. Sempre in giornata, il presidente Cirio trasmetterà anche al presidente del Consiglio Draghi una memoria con le istanze urgenti che la Regione chiede al governo per sostenere il sistema della neve.

«La Regione Piemonte ha previsto di stanziare immediatamente 5,3 milioni di euro come ristori per gli impianti sciistici nuovamente penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo - sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Ricca -. Una dinamica, questa, che ha reso impossibile una politica di pianificazione delle aperture per la stagione sciistica e ha causato ulteriori danni a quelli già ingenti che la pandemia ha provocato anche a questo comparto. La Giunta delibererà venerdì queste risorse che sappiamo non essere sufficienti, ma che sono un modo immediato per dare ossigeno a un settore che per il Piemonte è strategico. Ci aspettiamo che Roma si attivi subito per fare la sua parte. Draghi dimostri che la musica è cambiata e che il nuovo governo conosce e capisce i problemi della vita reale, come primo atto avvi immediatamente i ristori per lo sci».

Intanto non si fermano i commenti politici alla decisione giunta all'ultimo minuto: «Speranza prende in giro gli imprenditori della montagna - attacca l'assessore regionale Matteo Marnati -. Emettere un’ordinanza a un giorno dalla riapertura è una mancanza di rispetto per tutti quelli che hanno investito in vista della ripresa dell’attività. Saremo al fianco di tutti quegli imprenditori che fino a ieri erano convinti di poter tornare al lavoro e che invece, come un fulmine a ciel sereno, si sono visti nuovamente bloccare. Ci vuole più serietà! Così si rischia che i danni siano irreparabili». 

La decisione penalizzerà fortemente tutti coloro che vivono principalmente sul turismo invernale e, nel quadrante del Piemonte orientale, tocca principalmente le province del Verbano Cusio Ossola, Vercelli e Biella: «Una ferita – aggiunge l’assessore – difficile da rimarginare senza cospicue risorse da parte del Governo. La Regione aiuterà il più possibile il distretto della montagna».

E anche il consigliere regionale Angelo Dago, valsesiano, in una nota sottolinea come «Il ministro Speranza non ha la benché minima idea di cosa significhi programmare il lavoro e provvedere a avere impianti sciistici idonei alla riapertura. È impensabile, nella quotidianità lavorativa classica, ricevere la notizia del blocco delle riaperture il giorno prima della data confermata per la ripresa delle attività. Ci sono persone, i nostri lavoratori, che non possono continuare a dipendere dall’incertezza senza avere le più semplici rassicurazioni. Le risorse spese per la gestione della situazione e la messa in sicurezza delle piste risultano, a oggi, come un ulteriore schiaffo per la stragrande maggioranza dei lavoratori delle nostre valli. Tutto ciò è ingiustificabile e irrispettoso - continua Dago - e palesa una completa mancanza di responsabilità e concretezza. Un piccolo spiraglio si può vedere nel nostro ministro Giancarlo Giorgetti, che ha espresso la volontà di far partire fin da subito i ristori. Non posso che essere d’accordo, consapevole che non si coprirà così un danno tanto grande, ma almeno potranno essere supportate parte delle spese già sostenute per questa finta apertura».

redaz

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