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Attualità | 27 gennaio 2021, 12:06

Vercelli ricorda chi non tornò dai lager: «La loro memoria sia una benedizione» - VIDEO E FOTO

In Sinagoga la celebrazione con le autorità e Mario Pollarolo Cohen, 96enne decano della Comunità Ebraica e ultimo testimone delle persecuzioni razziali

Mario Pollarolo Cohen con le autorità davanti alla Sinagoga

Mario Pollarolo Cohen con le autorità davanti alla Sinagoga

Con "Shemà Israel", la preghiera più sentita dal popolo ebraico offerta per i morti, il decano della Comunità Ebraica vercellese, il 96enne Mario Pollarolo Cohen, ha chiuso l'omaggio che le autorità hanno dedicato alle vittime ebree della deportazione.

Pollarolo, vercellese, classe 1925, è l'ultimo testimone diretto rimasto degli anni delle leggi razziali e della deportazione. Madre ebrea e padre cattolico («Mio padre era ateo ma ha voluto che facessi in Sinagoga la cerimonia della mia maturità», racconta ai rappresentanti delle istituzioni riuniti davanti ai cancelli del Tempio Ebraico di via Foà), nel '38, all'approvazione delle leggi razziali, Pollarolo fu costretto a lasciare l'istituto Cavour che stava frequentando come studente. Veniva da una famiglia di tradizione operaia, e anche lui, non potendo studiare, si avviò su questa strada. Non venne deportato, Pollarolo: sfuggì ai rastrellamenti e dopo il 1943 si unì ai partigiani Garibaldini. Lavorò in Svizzera («Ma ho sposato la mia fidanzata vercellese e poi sono andato a vivere ad Asigliano», racconta lucido e ironico, ripensando alla sua lunga vita).

E' lui, che porta sulle spalle un manto con i fili intrecciati per la preghiera a chiudere la celebrazione: racconta di non essere mai stato troppo religioso, ma oggi, intona "Shemà Isralel" per ricordare chi non è tornato dai lager. «La loro memoria sia una benedizione», aveva scritto sul suo profilo facebook solo poche ore prima di raggiungere la Sinagoga. E, davanti alle autorità, aggiunge: «E' la mia preghiera per i morti dei lager e per tutti gli altri, perché davanti alla morte tutti sono uguali».

A leggere i nomi dei deportati vercellesi è l'attrice Laura Berardi che per questa giornata, insieme al collega Roberto Sbaratto, ha anche realizzato un bel video voluto dal Comune.

Nessun intervento nel corso di una cerimonia sobria e raccolta, alla presenza del sindaco Andrea Corsaro, del presidente della Provincia Eraldo Botta, del vice prefetto vicario Marino Savastano, del questore Sergio Molino e dei rappresentanti di tutte le forze dell'ordine e militari. Preceduta dalle note del Silenzio, Berardi legge i nomi dei deportati e Pollarolo prega con le antiche parole della fede ebraica.

In mattinata, l'amministrazione comunale aveva anche deposto una corona d'alloro davanti alla lapide che, sotto il portico del Comune, ricorda i vercellesi deportati nei campi di sterminio nazisti e mai più tornati, mentre, più tardi, in Prefettura, viene consegnata la medaglia d'onore alla memoria dell'internato militare Andrea Passarin.

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