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Attualità | 19 gennaio 2021, 14:00

Dal 30 gennaio vaccino per gli ultra 80enni: il Piemonte punta sui medici di famiglia - VIDEO

Il presidente della Regione, Alberto Cirio: «Per le dosi di Moderna il riferimento resteranno le Asl, mentre per il vaccino AstraZemeca coinvolgeremo i medici di famiglia»

Dal 30 gennaio vaccino per gli ultra 80enni: il Piemonte punta sui medici di famiglia - VIDEO

Nuovi tamponi rapidi come risposta alla pandemia, ma la "cavalleria" arriva con la somministrazione dei vaccini, che vede il Piemonte oltre la soglia del 90% delle dosi somministrate. E tra pochi giorni si inizierà con gli ultra ottantenni, la fascia più fragile della popolazione. I numeri dicono che gli over 80 sono circa 377mila in tutta la regione, mentre le persone nella fascia 70-80 anni sono 476 mila. A questi vanno però "sottratti" i circa 40mila che sono ospiti in rsa e dunque già oggetto di vaccinazione in questa prima tornata.

Lo ha annunciato il presidente della Regione, Alberto Cirio, a margine della presentazione del nuovo hotspot di piazzale Caio Mario, accessibile in automobile con la modalità "drive in".

"Con la campagna vaccinale siamo oltre il 90% - spiega il governatore - e sul tema Pfizer e ritardi nelle consegne, trattando con il Commissario Arcuri, siamo riusciti a compensare attraverso equilibri tra le aziende e non incide in alcun modo sulla nostra campagna vaccinale". E sulla disponibilità di dosi aggiunge: "Siamo sabaudi: quando ci davano una dose di vaccino, ne mettevamo un'altra da parte per il richiamo. Altri non lo hanno fatto".

Ora, come detto, spazio agli anziani: "Il 30 gennaio lanceremo la campagna per gli ultra 80enni, in collaborazione anche con i medici di medicina generale. Sono 3200 sentinelle sul territorio con cui rafforzare una rete che valorizza la dignità delle persone. E saremo la prima regione in Italia a effettuare le vaccinazioni anche grazie ai medici di medicina generale".

"Per gli ultra 80enni partiremo con il vaccino Moderna, che ha necessità di essere mantenuto a -20 gradi e dunque lo inoculeremo nelle strutture dell'Asl. Intorno al 10 febbraio invece dovrebbe arrivare il vaccino AstraZeneca, che invece non avrà particolari indicazioni di conservazione e potrà essere gestito come un normale vaccino influenzale".

Un incontro in vista anche per le farmacie. "Anche loro rivestiranno un ruolo importante per la somministrazione di questo vaccino. Se calcoliamo l'occupazione dei posti in terapia ordinaria e intensiva, il fattore età incide moltissimo. Se noi riuscissimo a mettere in sicurezza in tempi rapidissimi gli ultra 70enni avremmo abbattuto enormemente questi numeri così dolorosi, compresi quelli della mortalità. Serve fiducia e speranza, ma soprattutto lavoro di squadra".

dal nostro corrispondente a Torino

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