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Politica | 05 gennaio 2021, 17:36

«I rifiuti radioattivi non possono restare a Trino e Saluggia. Ora c'è la conferma»

Intervento di Alessandro Portinaro dopo la pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee che esclude il vercellese

«I rifiuti radioattivi non possono restare a Trino e Saluggia. Ora c'è la conferma»

Riceviamo e pubblichiamo.

I rifiuti radioattivi non possono rimanere a Trino e a Saluggia, oggi abbiamo la conferma definitiva di ciò che abbiamo sempre sostenuto nel corso degli anni.

Questa mattina, infatti, dopo lunghi anni di attesa, è stata finalmente pubblicata la CNAPI, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi, il documento redatto da Sogin in ottemperanza alle prescrizioni contenute nella guida tecnica n. 29 di ISPRA. 

Sono 67 le aree dichiarate potenzialmente idonee, concentrate in alcune regioni italiane, dal Piemonte fino alla Sicilia. Tra queste, come già detto, non risultano né Trino né tantomeno Saluggia, così come è completamente esclusa la zona risicola piemontese e lombarda. Si conferma quindi quanto si poteva facilmente immaginare leggendo i contenuti della Guida Tecnica di ISPRA.

La pubblicazione della Carta è una buona notizia per gli attuali siti, perché vedono finalmente compiersi un decisivo passo in avanti nel processo di decommissioning, ma lo è anche per il Paese, che deve dotarsi di una infrastruttura importante come il Deposito per aumentare il livello di sicurezza nazionale e gestire, in coerenza con quanto avviene nei Paesi Europei e quelli tecnologicamente avanzati, la fase di stoccaggio e smaltimento definitivo delle scorie a bassa e media intensità. Si tratta di tutti quei rifiuti provenienti dagli attuali siti nucleari, ma anche dalla sanità, dalla ricerca e dalle altre filiere che continuano a essere attive in Italia. 

La pubblicazione è però il primo passo. Ora si tratta di analizzare in modo serio e rigoroso le ipotesi avanzate, utilizzare tutti gli elementi di conoscenza a disposizione per proseguire il percorso, con la massima partecipazione e trasparenza e basandosi su dati scientifici e sulle competenze di cui disponiamo come sistema Paese. 

Il deposito va fatto, non possono essere prese in considerazioni soluzioni alternative e nemmeno ricominciare a tergiversare. Un plauso all’attuale Governo che, a differenza di altri esecutivi precedenti, ha dato prova di serietà e coraggio, rispettando finalmente quanto previsto dalle norme in vigore. Ciò avviene, va detto, anche grazie alle giuste pressioni sia delle istituzioni europee che, dal basso, da parte del mondo ambientalista e di molti cittadini. 

Ora si deve sperare nella serietà da parte di tutti nell’affrontare un tema certamente delicato, a partire da chi ricopre ruoli pubblici, oltre che di tutti coloro che possono aiutare nell’individuazione della scelta migliore e che negli anni hanno seguito con attenzione il tema del nucleare.

Alessandro Portinaro

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