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Attualità | 05 gennaio 2021, 12:04

Deposito nazionale delle scorie nucleari: nei 67 siti idonei il Vercellese non c'è

Pubblicata la carta che individua le zone potenzialmente adatte a ospitare l'insediamento

Deposito nazionale delle scorie nucleari: nei 67 siti idonei il Vercellese non c'è

E' stata resa pubblica, con il nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero dell'Ambiente, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare i deposito nazionale delle scorie nucleari che, attualmente, sono conservate per la gran parte nei depositi di Trino e Saluggia. 

Sono 67 i luoghi potenzialmente idonei identificati in tutta Italia: tra questi non ci sono centri in provincia di Vercelli - e questo vuol dire che, dopo la costruzione del deposito, le scorie se ne andranno - ma ve ne sono diversi nel vicino alessandrino e torinese  nei Comuni di Caluso, Mazzé, Rondissone, Carmagnola (per la provincia di Torino); Alessandria, Castelletto Monferrato, Quargnento, Fubine, Oviglio, Bosco Marengo, Frugarolo, Novi Ligure, Castelnuovo Bormida, Sezzadio (per la provincia di Alessandria). Tutte aree, per altro, inserite nella fascia più alta di potenziale idoneità (che verrà comunque verificata nel corso della procedura pubblica).

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Per la scelta del sito, tuttavia, i tempi non si annunciano così brevi: il deposito nazionale e il Parco tecnologico saranno costruiti in un'area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco, come spiega il ministero dell'Ambiente in una nota dell'Ansa. Il deposito avrà "una struttura a matrioska"; all'interno ci saranno «90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, in cui verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all'interno i rifiuti radioattivi già condizionati». L'investimento complessivo è di circa 900 milioni di euro e si stima che la costruzione del sito genererà oltre 4.000 posti di lavoro l’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000). 

redaz

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