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Gattinara-Valsesia | 24 novembre 2020, 12:29

Anffas Valsesia in lutto per Corrado Boschetti, uomo buono e solare

Classe 1963, amava la musica, il ballo, le arti. «Tutti avrebbero dovuto incontrare il suo sorriso»

Corrado Boschetti

Corrado Boschetti

Riceviamo e pubblichiamo.

Quando il presidente dell’Anffas Valsesia, Carlo Ronco, mi ha avvertita della morte di Corrado Boschetti, coscritto del 1963, mi sono sentita come se la giornata disegnata su una lavagna fosse stata cancellata per far riaffiorare il suo sorriso, che non ricordavo di aver trattenuto, ma era come se fosse stato dimenticato lì, tanto tempo prima, un regalo della memoria, ora che lui danza con gli angeli. A Corrado piaceva la musica, perché la musica è movimento, perché la musica è fatta per ballare, e lui il ritmo lo aveva dentro.
“Di Corrado ho tanti bei ricordi” sottolinea Paolo Grandi, già presidente e ora vice presidente dell’Anffas: “Sempre allegro, disponibile, amava tutto ciò che era bello e sapeva coltivare le amicizie, dimostrava attenzioni e sensibilità verso gli altri, si relazionava con garbo e una galanteria di altri tempi, in particolar modo con le belle ragazze. Questo anno per la nostra Associazione è stato davvero difficile: abbiamo perso Giovanni Vallana, storico fondatore, vice presidente e segretario per molti anni di Anffas Valsesia e Paola Magnani, una personcina dolce ed educata, di Paoletta non si può dimenticare il sorriso e l’affetto che dimostrava continuamente con caldi abbracci, e ora il nostro Corrado, che si era autonominato vice presidente per diritto acquisito e al termine di ogni occasione d’incontro speciale, come il Natale Anffas o i soggiorni marini, prendeva sempre la parola per ringraziare i presenti, dagli amministratori agli operatori, a nome dell'Associazione. Era una persona bella e solare, che non tollerava le ingiustizie e le cattiverie, sapeva sdrammatizzare le situazioni di conflitto, invitando a superarle con un sorriso ed una battuta. Corrado era così anche grazie all’ambiente famigliare sereno nel quale era cresciuto: la mamma Marina, avvalendosi dei consigli dell'indimenticabile neuropsichiatra infantile Marcella Balconi, aveva stimolato l'apprendimento di linguaggio e abilità fin dalla prima infanzia. La nonna, a sua volta, aveva trasmesso molto precocemente a Corrado, l’amore per il ballo, che con altre passioni come karate, nuoto, equitazione, lui ha sempre coltivato".
La salute di Corrado quest’anno era peggiorata e nell'ultimo mese era stato necessario il ricovero in Casa Serena, dove è mancato, ma anche lì non aveva perso la sua voglia di vivere e, pur con fatica, manifestava il suo affetto alle persone con le quali aveva instaurato un rapporto empatico, che manteneva attraverso la dolcezza dello sguardo e dei gesti di chi è grato di quello che riceve.
Corrado aveva frequentato il Centro Diurno a Varallo e spesso con gli educatori venivano in Biblioteca in occasione di mostre: sempre partecipe, cordiale ed interessato. Una volta che era stato invitato a sbrigarsi perché erano in ritardo, aveva risposto con la sua calma: “Non fa niente, tanto si può fare dopo, ci aspetteranno”: una filosofia di vita che se applicata correttamente, consente di recuperare il piacere del tempo, ascoltando persone capaci di non avere fretta, di crescere piano.

In un mondo in cui sempre più gli esseri umani vivono immersi in ciò che accade fuori di loro, la possibilità di ascoltare una voce diversa aiuta a ritrovare un rapporto con se stessi, accettando con serenità la sensazione del limite, in una società in cui si tenta costantemente di superarlo o di nasconderne l’esistenza. Non conta essere alti, ma conta essere all’altezza: lui era libero in tutti i modi in cui avrei voluto essere libera io.

Adesso che Corrado non c’è più sono dispiaciuta di una sola cosa: che non lo hanno conosciuto tutti e mi viene voglia di sorridere ad ogni persona, chiunque sia, come faceva lui.

Piera Mazzone

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