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Attualità | 20 novembre 2020, 21:26

Vaccini anti-influenzali introvabili, la Regione pronta a far causa alla ditta per i ritardi

Cirio, Icardi e l'ex pm Rinaudo (responsabile dell'area legale dell'emergenza) sul piede di guerra

Vaccini anti-influenzali introvabili, la Regione pronta a far causa alla ditta per i ritardi

«Non siamo disposti a tollerare inadempienze contrattuali quando è in gioco la salute dei cittadini e ricorreremo a tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per garantire a coloro che ne hanno diritto il vaccino contro l’influenza»: il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, interviene a muso duro di fronte alle difficoltà rappresentate in queste ore dalla Sanofi, vincitrice della gara regionale per la fornitura di 1 milione e 320 mila dosi di vaccino antinfluenzale, di riuscire a garantire la puntualità delle consegne dell’antidoto.

Da giorni, farmacie e medici di famiglia di tutto il Piemonte, lamentano l'impossibilità a reperire le dosi richieste. E il vercellese, ovviamente, non fa eccezione. Tra i medici di famiglia sono all'ordine del giorno le segnalazioni sui disagi causati dal rinvio delle sessioni vaccinali programmate con gli assistiti e sulla fatica - o meglio l'impossibilità - nel reperire le dosi prenotate. Le farmacie, dal canto loro, si trovano quasi di fronte a un “click day": non appena si realizza la presenza di un lotto disponibile, è una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di accaparrarsi quanto era stato per tempo prenotato e oggi, purtroppo, non viene fornito. 

«A maggio - continua Cirio, intervenendo a una conferenza stampa indetta per fare il punto sulla questione - l’assessorato alla Sanità ha sottoscritto un contratto che ci assicurava un numero di dosi capace di garantire l’immunizzazione, considerata ottimale dal ministero della Salute, di oltre il 94% della popolazione a rischio. Finora, però, ci sono state consegnate solo 900 mila dosi e senza rispettare il cronoprogramma delle forniture, creando situazioni di tensioni tra farmacisti, medici e pazienti, mentre la responsabilità è solo della ditta che non sta mantenendo gli impegni assunti».

L’assessore alla sanità, Luigi Genesio Icardi, ha evidenziato che: «Nonostante le difficoltà, in 3 settimane di campagna sono state comunque già vaccinate in Piemonte oltre 613mila persone, un numero vicino ai soggetti vaccinati in tutto il 2019 che sono stati 700mila. Sanofi ci ha comunicato oggi l’estrema difficoltà a consegnarci le 400mila dosi restanti e, pertanto, non vedo altra strada che agire per via legale richiedendo l’adempimento degli impegni contrattuali che l’azienda aveva assunto a maggio con la Regione».

La questione è stata posta all’attenzione del coordinatore dell’area giuridico-amministrativa dell’Unità di crisi, Antonio Rinaudo, che ha individuato diverse strade da percorrere: «Oltre alla diffida, c’è la possibilità dell’acquisto in danno: la Regione si rivolge ad un’altra ditta per l’acquisto e i costi, anche se superiori, se li accolla la Sanofi. Ma data la penuria di vaccini sul mercato internazionale, potrebbe essere difficile trovare un’azienda presso cui comperare le dosi mancanti. C’è poi l’azione civile di risarcimento danni e quella penale, la più immediata, perché ci troviamo di fronte a un reato previsto dall’articolo 355 del codice penale, che punisce gli inadempimenti di contratti di pubbliche forniture».

«Il ritardo nella consegna dei vaccini antinfluenzali non è responsabilità né dei medici di famiglia, né delle farmacie e tantomeno della Regione Piemonte - ha sottolineato Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte -. Siamo perfettamente consapevoli della criticità della situazione e, per questo, siamo disponibili, anche a mettere nuovamente a disposizione della Regione Piemonte, come ci è stato richiesto, le 16mila dosi di vaccino che ci erano state destinate straordinariamente, in base all’accordo Stato-Regioni, per la vendita in farmacia sul libero mercato a soggetti non a rischio, affinché possano essere garantite in questo momento alle fasce più a rischio della popolazione che devono essere vaccinate dal servizio sanitario pubblico».

L’importanza invece di non farsi prendere dall’ansia, essendoci ancora ampio margine di tempo per essere vaccinati con efficacia è stata sottolineata dal professor Giovanni Di Perri, infettivologo e responsabile Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino: «Manca più di un mese prima di arrivare al picco influenzale e il vaccino inizia ad avere effetto già dopo 10-15 giorni».

redaz

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