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Pro Vercelli | 17 novembre 2020, 16:10

Un allenatore "in testa"

Francesco Modesto alla vigilia di Pro Vercelli-Giana Erminio: «Ho 24 giocatori che si allenano ai 200 all'ora, ma guai a pensare alla classifica"

Francesco Modesto

Francesco Modesto

«Gli avversari adesso ci conoscono e sanno molto bene come giochiamo. Anche noi, però, sappiamo come giocano» dice Francesco Modesto, 24 ore prima della decima gara della sua squadra, domani in casa contro una Giana Erminio che, dopo le sconfitte con Livorno e Pontedera, sarà affamata di punti.

La Pro Vercelli lotterà per restare in alto. La Giana Erminio per non sprofondare. «Sarà un incontro duro» commenta il tecnico calabrese.

Gli chiediamo di Ivan Juric, che con il Verona (stesso modulo: 3-4-2-1) sta facendo molto bene. Di Modesto, Juric è stato prima compagno di squadra e poi allenatore. E del suo ex allenatore, nonché punto di riferimento, nei mesi scorsi Modesto ha detto cose bellissime: “È un allenatore che entra nella testa dei suoi giocatori ed esalta le loro caratteristiche”.

«Juric è allenatore che ti entra in testa e anche nel cuore. Riesce a far esprimere i suoi giocatori oltre ogni limite» conferma Modesto.

«L'aspetto mentale – dice ancora – è di fondamentale importanza. Quando lo hai trasmesso ai tuoi giocatori hai già ottenuto il settanta per cento di quello che possono dare.»

E che la squadra gli stia dando il cento per cento lo capisce chi vede le partite (con i giocatori che dopo un gol esultano guardando o abbracciando il tecnico) e lo percepisce lo stesso modesto.

«Sembrano dei ragazzini ma sono degli uomini. Ridono e scherzano, ma quando entrano in campo si trasformano e pensano solo a giocare.»

E chi sta fuori?

«Chi sta fuori, fino a oggi, ha sempre risposto nel migliore dei modi. Chi sta fuori è arrabbiato, ci sta che lo sia, ma se vede che chi scende in campo sta facendo bene allora aspetta il suo turno, e poi la sua rabbia la riversa sul campo. Ho ventiquattro giocatori che si allenano ai duecento all'ora, se continuano così, pensando a ogni singola gara, possiamo continuare a crescere. Nel calcio l'equilibrio è tutto, e l'equilibrio ce l'hai solo se cresci, in continuazione.»

Contro il Como hanno giocato Padovan e Clemente.

«Ma non era turnover. Alleno i ragazzi, vedo come stanno, e poi decido anche in base alle caratteristiche degli avversari. Chi è entrato ha sempre fatto bene. Prendete Padovan. Ha tenuto alta la squadra, si è battuto, ha avuto anche occasioni per metterla dentro»

A Como c'è stato il brillante esordio di Clemente. Tre settimane fa, Modesto disse che era un buon giocatore, e che avrebbe potuto giocare sulla fascia destra.

«È stato l'ultimo ad arrivare, ed è arrivato in punta di piedi. Ma, da subito, ho visto che si allenava con intensità. Sapevo che avrebbe fatto una buona prestazione.»

Domani, in caso di vittoria la Pro Vercelli sarebbe prima in classifica.

«Certo, ma non pensiamo alla classifica. Pensiamo a giocare attaccando, quando c'è da attaccare, e soffrendo, quando c'è da soffrire.»

Un allenatore che entra nella testa dei suoi giocatori parla solo così.

Remo Bassini

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