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Pro Vercelli | 14 novembre 2020, 16:10

Pro Vercelli: il miracolo di cui nessuno parla

In otto giornate una marcia impressionante: 2,12 punti a partita, un attacco da favola e una difesa che non prende gol dalla partita di Grosseto - L'identità di gioco firmata da Francesco Modesto

Il ds Casella e il tecnico Modesto

Il ds Casella e il tecnico Modesto

La Pro Vercelli è il miracolo di cui nessun grande giornale parla, basta guardare la classifica. Che è incompleta, mancano gare da recuperare, quest'anno c'è il covid, ma è spesso così. La classifica, dicevamo.

La squadra che ha conquistato il maggior numero a partita è, appunto, proprio la Pro Vercelli di Francesco Modesto e Alex Casella.

La classifica della media punti a partita è questa:

Pro Vercelli 2,12 (8 disputate, 2 da recuperare)

Renate 1,9 (10 disputate)

Como 1,85 (7 disputate, 3 da recuperare)

Pro Sesto 1,77 (9 disputate e 1 da recuperare)

Carrarese 1,60 (10 disputate)

Grosseto 1,55 (9 disputate)

Lecco 1,50 (10 disputate)

JuventusU23 e Pontedera 1,44 (9 disputate, 1 da recuperare)

Novara e Alessandria 1,40 (10 disputate)

eccetera

Siamo solo agli inizi, il cammino è ancora lungo, ma l'inizio è stato, appunto, miracoloso. Un po' per la classifica, ma non solo.

Partiamo dalla classifica. Modesto disse che l'obiettivo quest'anno è il decimo posto, quindi la disputa dei play off. Casella, invece, disse che l'obiettivo è la B ma in due anni.

La sensazione è questa: che quest'anno la Pro Vercelli accederà ai play off ma non dal decimo posto, magari dal quinto, o dal quarto o dal sesto.

Per due motivi: la squadra ha degli ottimi elementi, è il primo. Lo si sa adesso, questo, non si sapeva certo all'inizio che De Marino sarebbe esploso, che Emmanuello sarebbe rinato, e che davanti ci sono giocatori in grado di risolverti la partita con una giocata.

La squadra, ricordiamocelo, è composta da un folto numero di giocatori che l'anno passato giocarono per non retrocedere e un po' di nuovi arrivati, che erano una via di mezzo tra belle promesse, scommesse, giocatori poco conosciuti. Oggi diciamo che Rolando (preso da Varini) e Zerbin son tanta roba. Ad agosto non lo diceva nessuno.

Ma il motivo più importante per cui si può parlare di miracolo Pro Vercelli per questa prima parte di campionato è l'identità di gioco della squadra, con il timbro di Francesco Modesto.

La squadra gioca alta, per far male, insomma può non piacere agli amanti inconsolabili della palla lunga e pedalare. Peccato che il verdetto del campo dica questo: che sono tre giornate e un pezzo di giornata che la squadra non prende gol, e che Sarro, dall'inizio, è stato trafitto solo cinque volte, di cui una su rigore.

Torniamo al miracolo. Mica durano sempre i miracoli. A volte un giorno, un mese, nel calcio qualche rara volta una stagione. Non sappiamo cosa c'è dietro l'angolo.

Magari tra qualche giorno due giocatori si fanno male (uno fuori c'è già, ed è l'ottimo Bruzzaniti), magari uno decide di farsi prete (difficile), magari (possibile) un altro fugge con una fotomodella. Poi c'è l'enigma covid, che sta rovinando questo campionato perché senza pubblico è un calcio triste, monco, e c'è anche l'enigma del sintetico del Piola: negli anni passati tanti giocatori allenandosi si son fatti male, e mica per pochi giorni.

Ma sta di fatto che – lo ripetiamo: per questo “pezzo” di campionato – il miracolo c'è stato. Perché questa squadra era stata allestita per ben figurare, non per i piani alti dove adesso, meritatamente, si trova. Il futuro?

Basta che rimanga la stessa identità di gioco visto quasi sempre (la peggior gara non fu quella con il Renate, dove si perse su rigore in zona Cesarini, ma il pareggio a Olbia in superiorità numerica: in quell'occasione la squadra avrebbe dovuto imporsi e portare a casa i tre punti, e non giochicchiare come invece fece).

Fare in modo che il miracolo - di cui nessuno parla - prosegua non sarà facile. Ma per ora c'è, ed è da annotare.

rb

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