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Politica | 11 novembre 2020, 17:05

Voto di scambio politico mafioso: condannati i co-imputati di Rosso

Sentenza in abbreviato per Onofrio Garcea (4 anni e 8 mesi) e Francesco Viterbo (7 anni e 7 mesi)

Voto di scambio politico mafioso: condannati i co-imputati di Rosso

Arrivano le prime sentenze al processo sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Piemonte; una vicenda che ha coinvolto anche l'ex assessore regionale vercellese Roberto Rosso.

Onofrio Garcea e Francesco Viterbo, che erano accusati, proprio in concorso con Rosso, di voto di scambio politico mafioso, sono stati condannati a 4 anni e 8 mesi (Garcea) e 7 anni e 7 mesi (Viterbo) al termine del processo celebrato con rito abbreviato, che consente agli imputati condannati di ottenere la riduzione di un terzo della pena.

La sentenza dl Gup Elena Rocci riconosce dunque fondato l'impianto accusatorio della Procura di Torino che aveva portato agli arresti, il 20 dicembre 2019, di diverse persone, tra le quali lo stesso Rosso. Il politico vercellese, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti contestati, ha invece scelto di andare a processo con il rito ordinario convinto di poter meglio difendersi dalle accuse contestate. Le udienze sono iniziate in estate e coinvolgono diversi imputati chiamati in causa a vario titolo e per reati diversi nell'ambito di un unico procedimento.

Secondo i pubblici ministeri Paolo Toso e Monica Abbatecola che hanno coordinato le indagini, nell'imminenza delle elezioni regionali 2019 Rosso si sarebbe accordato con Garcea e Viterbo per ottenere un pacchetto di voti di preferenza sufficienti a garantirgli non solo un seggio a palazzo Lascaris come consigliere, ma anche una posizione di forza per poter ambire a un assessorato nell'ambito della futura giunta regionale. Uno "scambio" per il quale Rosso avrebbe dovuto pagare 15mila euro, anche se poi, in realtà, ne versò decisamente meno (circa 8mila).

redaz

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