Due rinvii consecutivi. E domani a Vercelli arriva la Pistoiese. La lunga, forzata pausa come influire sul cammino della squadra di Modesto?
«E' un punto interrogativo, stare troppi giorni fermi può provocare un allentamento della tensione. La Pistoiese ha un suo gioco che si rispecchia nel suo allenatore, che conosco, Frustalupi (secondo di Mazzarri) è stato uno dei tecnici che ho avuto da claciatore. È una squadra che si difende bene, è difficile fargli gol, e davanti hanno giocatori veloci. Io comunque sono fiducioso: i ragazzi hanno continuato a lavorare bene, domani scenderanno in campo con il piglio giusto» dice il tecnico.
Modesto fa poi il punto sull'infermeria e sulla rosa.
Emmanuello da giovedì riprende, e questa è una buona notizia.
Auriletto, bloccato da una frattura al mignolo, ne avrà per un po'.
Tempi piuttosto lunghi, infine, per il recupero di Bruzzaniti, alle prese con un ginocchio che fa le bizze.
E così per rimpolpare la rosa ha fatto ritorno in squadra il centrale Benedetti. «Era emozionato quando ha ripreso ad allenarsi, mi ha fatto piacere» dice Modesto.
Ma c'è un'altra gran bella notizia: il miglior giocatore della Pro Vercelli allenata da Grieco, due anni fa, e cioè il regista Sangiorgi, ha ripreso a correre. Nei prossimi mesi dovrebbe riprendere a giocare.
Sangiorgi, dunque, potrebbe essere l'alternativa a Nielsen. Ha meno esperienza, e non ha il senso della posizione del danese, ma ha più fantasia. Le sventagliate precise di 40 metri in questi anni le abbiamo viste da Vives, da Mammarella e, appunto, da Sangiorgi.
Positivo, comunque, il recupero entro tempi brevi di Emmanuello.
«È un giocatore unico, prezioso per questa squadra» dice Modesto. Che ha grande stima anche di Graziano. Senza citarlo, dice infatti: «Chi giocherà al posto di Emmanuello ha caratteristiche diverse ma non lo farà rimpiangere.»
Mister, una domanda sul modulo. Ci sono tecnici che oltre al loro credo calcistico utilizzano sempre lo stesso modulo: il 4-3-3 di Zeman, il 4-2-3-1 del tecnico della Carrarese, Baldini, il 3-4-3 di Gasperini. Quand'è che ha cominciato a utilizzare il 3-4-3 (o meglio il 3-4-2-1), con cui ha sempre fatto giocare le sue squadre?
«È un modulo che ho assimilato nella mia carriera, da calciatore, quando non pensavo che avrei fatto l'allenatore. Mi trovavo meglio con la difesa a tre. Quando il presidente del Rende mi chiese di allenare i giovani, adottai subito quel modulo, e da allora non l'ho mai abbandonato. È il modulo del primo Mazzarri ed è soprattutto il modulo di due bravi tecnici come Gasperini e Juric. Dai grandi allenatori c'è sempre da imparare, così da carpire i loro segreti, la cura dei piccoli particolari, che nel calcio sono di fondamentale importanza».
Ora quindi – covid e tamponi permettendo – si riprende.
«Ci attendono sei partite in 25 giorni, ma siamo pronti. I ragazzi si comportano al meglio in campo e fuori, dove è tutto di estrema importanza: alimentazione, riposo... tutto. Ho bisogno di tutti, pensando a una partita per volta. La concentrazione e la giusta tensione non devono mai mancare.»
Il pericolo che la Pro Vercelli risenta della pausa forzata c'è, anche se Modesto farà di tutto, domani, per ridare la carica necessaria alle batterie della squadra che, salvo variazioni dell'ultima ora, dovrebbe essere quella che avrebbe dovuto affrontare Giana Erminio e Pergolettese.
«È giusto che si giochi alle 15. Qui, anche le partite che iniziano alle 18,30 sono a rischio» conclude.
Sulla formazione.
«Squadra che... non gioca, non si cambia?»
Sorride, Modesto. Come a dire: probabile, ma non è certo.