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Arte e Cultura | 31 ottobre 2020, 09:53

La Vercelli medioevale svela i suoi tesori: tra codici, pergamene e libri antichi

A guidare i visitatori la voce di Alessandro Barbero: "Orgoglioso di aver partecipato a questo progetto"

Il sindaco Corsaro con Alessandro Barbero

Il sindaco Corsaro con Alessandro Barbero

Vercelli medioevale svelta i suoi tesori e racconta pagine gloriose del suo passato in una mostra che vuol essere anche un omaggio alla capacità dell'uomo di resistere alle sfide della storia.

Dopo quasi due anni, Arca e la chiesa di San Marco riaprono, riannodando il filo di un progetto di valorizzazione del territorio partito nello scorso decennio e che, nonostante le oggettive difficoltà dei giorni attuali, viene portato avanti con determinazione dagli attori vercellesi che hanno affiancato Comune e Arcidiocesi nell'organizzazione della mostra.

Guidati dalla voce di Alessandro Barbero, i visitatori hanno la possibilità di ammirare 42 documenti di grandissimo valore, talvolta mai esposti prima: pergamene, editti, libri antichi, preziosi documenti d’archivio del periodo compreso tra il IX e XIV secolo. Tra questi il celebre "Vercelli Book" - il libro che nessuno sapeva leggere - prima testimonianza scritta di quella che oggi è la lingua inglese. L'atmosfera raccolta, austera, è quella che, nell'immaginario, accompagna “gli anni bui” del periodo medioevale, epoca di guerre, carestie ed epidemie, ma anche epoca capace di produrre straordinarie testimonianze d'arte come il crocifisso ottoniano del Duomo raccontato, nell'ultima sala della mostra, dal un bellissimo video che lo mette in rapporto agli altri tre esemplari del territorio (Casale, Pavia e Milano).

Ad accogliere il visitatore è un'incisione settecentesca della Vercelli turrita a cui si ispira anche parte del layout delle sale: "Una licenza che mi sono preso per raccontare come fosse la Vercelli medioevale”, ha raccontato il curatore, l'architetto Daniele De Luca, che ha firmato anche il catalogo insieme a Fabrizio Tabacchi. Da qui si dipana un percorso pensato per incuriosire il visitatore, invogliarlo a scoprire luoghi, episodi e personaggi della storia medioevale della città. A raccontarli, attraverso una serie di video di pochi minuti, è lo straordinario Alessandro Barbero. “Lavoro all'Università di Vercelli da 25 anni – ha detto presenziando all'inaugurazione della mostra – e aver collaborato a questo progetto mi rende particolarmente orgoglioso, soprattutto in un momento come questo, in cui siamo chiamati, per la tutela della salute, a rinunciare a tante cose importanti per le nostre vite. Quando la pandemia sarà finita non dovremo mai pensare che mostre, biblioteche e musei siamo cose di serie B”.

Al taglio del nastro, insieme al sindaco Andrea Corsaro, a Barbero al curatore De Luca, sono intervenuti l'arcivescovo monsignor Marco Arnolfo, il prefetto Francesco Garsia, e gli sponsor: Aldo Casalini per la Fondazione Crv e per Biverbanca, Angelo Guidi per Atena Trading-Iren, e Pier Giorgio Fossale per l’Atl Biella Vercelli Valsesia: “Anche nell'emergenza – ha detto Corsaro – il Comune non vuol rinunciare a promuovere la città e a investire sulla cultura. In passato abbiamo ospitato in Arca capolavori arrivati da lontano; oggi la apriamo per raccontare ai vercellesi e a quanti vorranno visitare questa mostra, la storia della nostra città”.

La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 6 gennaio con orario da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (apertura straordinaria lunedì 7 dicembre). La visita avviene solo su prenotazione da effettuare ai seguenti recapiti: prenotazioni.vercelli@gmail.com o 351 62 21 629, reperibile dalle 10 alle 18 da martedì a domenica.

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