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Attualità | 28 ottobre 2020, 14:00

#siamoaterra: in piazza l'amarezza di baristi e ristoratori - FOTO E VIDEOINTERVISTE

Gli interventi di Jose Saggia, Simone Musazzo, Alvise Racioppi e Daniele Pane, sindaco di Trino

#siamoaterra: in piazza l'amarezza di baristi e ristoratori - FOTO E VIDEOINTERVISTE

Orgoglio e amarezza. L'orgoglio di una categoria che, dalla fine del lockdown si è rimboccata le maniche per rimettersi a lavorare in sicurezza. L'amarezza nel constatare che, nonostante tutti gli sforzi fatti, è ancora il settore della ristorazione a pagare il conto più salato per le recenti disposizioni anti - contagio.

Anche Vercelli, come svariate altre piazze italiane, ha aderito alla protesta organizzata dal Fipe Confcommercio: ristoratori, baristi, ma anche colleghi di altri settori, si sono presentati in piazza Cavour, nella tarda mattina di mercoledì, per sedersi ai "tavoli" apparecchiati sul selciato.

#siamoaterra, l'hastag scelto per la manifestazione, rende il senso del comune sentire degli imprenditori del settore food and beverage, ma anche degli altri colleghi che vedono materializzarsi, se non lo spettro di un nuovo lockdown, certamente un periodo di difficoltà e ristrettezze. Quando l'economia di una cittadina non gira per un settore, a cascata non gira neppure per gli altri.

“Siamo qui con le nostre facce, quelle che conoscete tutti – ha detto aprendo la manifestazione il presidente Ascom, Antonio Bisceglia -: nessuno di noi ha il passamontagna, nessuno di noi tira pietre. E' con il silenzio che vogliamo far arrivare al Governo il nostro messaggio di protesta”.

E proprio le note del silenzio hanno aperto la manifestazione.

Tra baristi e ristoratori l'amarezza molta: a farsi interprete dei sentimenti dei colleghi, è Jose Saggia, presidente di Fipe ristoratori e consigliere comunale.

Al centro delle polemiche, inutile dirlo, la chiusura alle 18 imposta dall'ultimo Dpcm, dopo che tutti, bar in prima linea, avevano investito ingenti capitali nella messa in sicurezza dei locali, come spiega Simone Musazzo, presidente di Fipe bar.

Ad amareggiare oltre misura gli esercenti, inoltre, è la decisione di “fare di tutta l'erba un fascio”, senza distinguere tra zone a maggior e minor contagio, maggiore o minor produttività. Lo riassume Alvise Racioppi, conosciutissimo ristoratore, che, sconsolato, commenta: “Non si illudere nessuno. Per molti dei nostri dipendenti, la cassa integrazione non sarà il preludio al ritorno al lavoro. Perché a gennaio saremo costretti a licenziare. Ho ridotto i posti del 30 – 35% ma perdere anche mezza giornata non è economicamente sopportabile in un settore già in grande crisi da anni”.

Tra i partecipanti al flash mob anche chi ristoratore non è e non è neppure commerciante, come ii sindaco di Trino, Daniele Pane, che si è seduto a terra, in fondo alla piazza, indossando la fascia tricolore. “Non si può penalizzare un'intera categoria che tanto ha lavorato per ripartire in sicurezza”, spiega nel suo intervento.

fr

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