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Attualità | 28 ottobre 2020, 18:18

Pacemaker, defibrillatori, loop recorder: ora i pazienti vengono controllati a distanza

Nel vercellese sono 12mila i pazienti con dispositivi impiantabili. Una delibera della giunta regionale rende stabile la possibilità di effettuare il controllo da remoto

Alessandro Stecco, presidente della commissione Sanità della Regione

Alessandro Stecco, presidente della commissione Sanità della Regione

Il controllo remoto dei dispositivi impiantabili quali pacemaker, defibrillatori, loop recorder è finalmente riconosciuto dalla Regione Piemonte che, con la delibera emanata venerdì scorso, diventa una delle quattro regioni italiane in cui viene riconosciuta questa prestazione.

Le Cardiologie potranno controllare molti pazienti portatori di dispositivi salvavita, al proprio domicilio, come se venissero in ospedale. Oltre all’indubbia comodità per i pazienti che sono generalmente piuttosto anziani e affetti da più patologie croniche e i loro accompagnatori sovente costretti a chiedere permessi o giorni di ferie, il sistema permetterà di non affollare gli ambulatori ospedalieri "il che, vista la situazione di pandemia Covid - si legge in una nota regionale - è assolutamente auspicabile".

“Sono contento che dopo solo 15 mesi e nonostante le due ondate di Covid l'assessorato alla Sanità abbia finalizzato la delibera per il riconoscimento della misurazione a distanza del pacemaker cardiaco e dei cardiodefibrillatore - dice il consigliere regionale Alessandro Stecco, presidente della commissione Sanità -. I pazienti potranno essere monitorati a distanza e cosi anche i dispositivi biomedicali cardiaci impiantati, con una maggiore sicurezza e con minore necessità di visite in presenza e di viaggio per doverle fare. Ringrazio per il lavoro fatto in Assessorato i primari di Cardiologia del Maria Vittoria dell'Asl Città di Torino e di Vercelli, i dottori Massimo Giammaria e Francesco Rametta oltre al dottor Franco Ripa e all’ingegner Antonino Ruggeri dell'Assessorato, all'assessore Icardi che ha sposato fin da subito tutte le mie proposte sulla telemedicina portandole avanti in ambito regionale e nazionale".

“Da anni abbiamo organizzato i nostri ambulatori di controllo dei pacemaker, dei defibrillatori e dei loop recorder col controllo remoto applicato in modo sistematico a tutti i nuovi impianti, con ottimi risultati - dicono i due primari.

A fare il punto sulla situazione vercellese è il dottor Rametta: “Utilizziamo il controllo remoto da alcuni anni - spiega - convinti che in un territorio cosi vasto questa sia la risposta migliore, specie in questo periodo in cui è cosi difficile accedere in ospedale. Col controllo remoto siamo in grado di riconoscere più rapidamente rispetto al controllo in ambulatorio, eventuali anomalie di funzionamento del dispositivo e la presenza di aritmie che potrebbero non essere avvertite dai pazienti. Aggiungo che con questa delibera potremo controllare a distanza in maniera più attenta anche i pazienti con pregresso ictus cerebrale criptogenetico per la ricerca della fibrillazione atriale. In questo modo potremo trattare in modo più tempestivo questi pazienti evitando recidive e disabilità. E, per altro, riscontriamo da parte dei pazienti grande soddisfazione, in quanto percepiscono di essere più controllati anche da casa e questo da rassicurazione soprattutto ai portatori di defibrillatori automatici”.

Una situazione che, nel vercellese, coinvolge circa 12mila pazienti, come precisa il direttore generale dell'Asl, Angelo Penna: “Sono molto soddisfatto che nel mio territorio si possa applicare in modo definitivo un progetto di controllo a distanza dei pazienti portatori di dispositivi impiantabili che nella sola provincia di Vercelli sono circa 12000. Con questo nuovo modello organizzativo avremo più efficienza nel servizio e riusciremo in modo efficace a controllare i dispositivi dei nostri pazienti riducendo il rischio che comporta il passaggio in ospedale in questi momenti di pandemia”.

redaz

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