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Pro Vercelli | 23 ottobre 2020, 16:30

Giocare con rabbia, sempre

Modesto: "A Olbia, se non vogliamo farci male, dobbiamo giocare con la 'testa giusta'"

Francesco Modesto: 4 vittorie, un pari e una sconfitta da quando è alla guida della Pro

Francesco Modesto: 4 vittorie, un pari e una sconfitta da quando è alla guida della Pro

Andare a Olbia e giocare una partita da “ultima spiaggia”, con rabbia agonistica, dimenticando la classifica.

«A me interessa la prestazione, e la prestazione (che prescinde dal risultato) viene se la squadra sa soffrire e se si sente sotto pressione» dice Francesco Modesto alla conferenza stampa, prima della partenza per la Sardegna.

La pressione, lui, la trasmette da bordo campo. Contro la Juventus U23 («è stata la nostra miglior prestazione», dice) si è arrabbiato spesso, soprattutto con gli attaccanti.

Sorride e dice: «Ogni volta che qualcuno perde palla, mi arrabbio sempre, anche in allenamento.»

«Ma un conto – dice ancora - è vedere dal di fuori e un conto è stare in campo, giocando a ritmi elevati.»

Giustamente, non vuole commentare il primo posto: «Siamo solo agli inizi, non è ancora lunga: è lunghissima», ma il bilancio per adesso non può che essere positivo, per due motivi: vede che la squadra, giorno dopo giorno cresce; vede che la squadra ha recepito la sua idea di calcio.

«I ragazzi, fin dal ritiro di Varallo, hanno dimostrato di credere nel mio modo di intendere il calcio.  La “fame” che abbiamo, però, non la dobbiamo perdere, mai. Sarò chiaro. Se non affrontiamo l’Olbia con la testa giusta, possiamo farci del male. Lo ripeto: guai a pensare che siamo diventati bravi.»

Gli attaccanti sono bravi. Segnano, contro la Juventus i tre davanti hanno incantato il pubblico. Ma avrebbero dovuto segnare di più.

Sorride, ancora il mister. «E’ vero, siamo un po’ masochisti, ma mi sarei preoccupato di più se gli attaccanti non avessero segnato. Gli errori che commettono possono essere in parte giustificati dalla mole di lavoro che fanno. Devono attaccare, ma devono anche tornare, per difendere. Il calcio moderno, il mio calcio è così.»

L’annata sembra promettere bene. Finita l’intervista, sono i giornalisti presenti (Lanza, Gelso e chi scrive) a dire a Modesto e al direttore Casella che, per esempio, un Emmanuello così in gran spolvero non si era mai visto con la maglia della Pro.

E che Comi con la Juventus, gol a parte, è stato impressionante: per 85 minuti ha corso e combattuto… Un Comi mai visto, insomma. Come questa Pro.

Remo Bassini

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