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Arte e Cultura | 22 ottobre 2020, 15:04

"Guida d'eccezione" per la riapertura di Arca: Alessandro Barbero presenterà i preziosi documenti sulla Vercelli medioevale

Materiali antichi e prestigiosi nell'esposizione che segna la ripresa dell'attività all'interno del polo di San Marco: ecco come prenotare la partecipazione all'evento inaugurale

La locandina della mostra

La locandina della mostra

Anteprima con una guida d'eccezione per la mostra "I segreti della Vercelli medioevale" che dal 31 ottobre al 6 gennaio 2021 consentirà al Comune di riaprire Arca, creando un percorso integrato con i musei cittadini e offrendo un'importante panoramica sul passato della città.

A commentare i documenti in mostra, venerdì 30, giorno dell'inaugurazione, sarà lo storico Alessandro Barbero che, accogliendo in Arca piccoli gruppi di visitatori, commenterà alcuni dei preziosi testi e materiali esposti. L'annuncio è stato dato dal sindaco, Andrea Corsaro, presentando "I segreti della Vercelli Medioevale". "Il ritrovo sarà alla Manica delle Donne dell'antico ospedale e da qui, in piccoli gruppi, sarà possibile visitare la mostra ammirando ciò che è stato selezionato per l'esposizione e ascoltando gli interventi di Barbero".

L'appuntamento, necessariamente a numero chiuso, deve essere prenotato inviando una mail a: eventi@comune.vercelli.it.

Chi non troverà posto - e ovviamente saranno molte persone - potrà comunque ascoltare gli interventi di Barbero perché alla mostra vengono abbinati alcuni brevi video che potranno essere ascoltati durante le visite in Arca.

"Aprire le porte ai tesori della città è un grande onore e una soddisfazione; presentare al mondo l’importanza della nostra città che nel Medioevo primeggiava in tutto il Nord Italia, è invece un preciso dovere di testimonianza e motivo di grande orgoglio" ha detto il sindaco presentando la mostra realizzata grazie alla collaborazione con l'Arcidiocesi, all'appoggio dei musei e al sostegno del pool di sponsor pubblici e privati: Fondazione Crv, Cr Asti, Iren, Atl, Università e Regione.

"Non è facile organizzare un appuntamento culturale in questi tempi di grande incertezza - ha aggiunto il sindaco -. Tuttavia la città ha trovato una condivisione piena da parte dell’Arcidiocesi, della Sovrintendenza e dei Musei, depositari delle testimonianze storiche; queste, unite a documenti che sono custoditi nel nostro Archivio, consentiranno al visitatore una passeggiata tra i secoli del Medioevo. Troverete esposti documenti di straordinaria importanza e valore. Alcuni, poco conosciuti dal vasto pubblico, sono oggetto di studio da parte di ricercatori di tutto il mondo".

Tra questi il Vercelli Book, il documento dei Biscioni, l'incisione settecentesca della Biblioteca Diocesana Agnesiana che raffigura il profilo della Vercelli turrita, ma anche diplomi imperiali, pergamene e codici miniati che portano alla maestosità delle immagini suggestive riproducenti i quattro Crocifissi ottoniani (Vercelli, Pavia, Casale e Milano).

In mostra ci sono 40 pezzi, 30 dei quali di proprietà diocesana: "La crisi di oggi - ha detto monsignor Mario Allolio, vicario generale della Diocesi - ci spinge a concentrarci sul presente. Questo evento, invece, portandoci a riscoprire il passato, ci aiuta a trovare nelle radici storiche e cristiane della nostra città una prospettiva per guardare al futuro con maggiore speranza. E' una mostra che ci aiuta a recuperare la nostra identità e ben volentieri la Diocesi si è impegnata nell'organizzazione".

Di una mostra capace di appagare il cervello stimolando l'interesse del visitatore per la storia cittadina, ha parlato il referente della Soprintendenza ai Beni culturali del Piemonte, ente impegnato in prima linea per ricordare che anche nei giorni di crisi e difficoltà l'attenzione per la cultura e l'arte non deve mai venire meno, mentre per il presidente di Atl, Pier Giorgio Fossale, e della Fondazione Crv, Aldo Casalini, la mostra è un riannodare i fili di un recente passato umano e professionale. Fu proprio con Fossale assessore alla Cultura che Arca iniziò il suo percorso come scrigno e contenitore di mostre di grande successo, mentre fu anche su impulso di Dario Casalini, all'epoca presidente della Fondazione Crv e grande sostenitore del rilancio culturale di Vercelli, che venne intrapreso il recupero della trecentesca chiesa di San Marco (che oggi ospita Arca) con i suoi meravigliosi cicli pittorici all'epoca nascosti e del tutto dimenticati.

Curatore dell'allestimento è l'architetto Daniele De Luca, responsabile dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi, già apprezzato per le scelte di alto impatto create per la mostra della Magna Charta. "i 40 beni selezionati - ha spiegato De Luca - raccontano la storia della Vercelli medioevale, della Chiesa, dell'Università, del Papato e dell'Impero, delle famiglie che fecero grande la città in quegli anni. E' un percorso impreziosito da sette video in cui il professor Barbero racconta con la sua maestria i documenti e le storie ad essi collegati, mentre colori e luci daranno la possibilità di vivere un'esperienza non solo intellettuale, ma anche spirituale".

Dopo l'inaugurazione del 30, la mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10  alle 19, sempre su prenotazione (l'indirizzo a cui effettuare le prenotazioni verrà reso noto nei prossimi giorni), mentre, in contemporanea, anche i musei cittadini stanno preparando mostre collegate che creino quella sinergia tanto auspicata sul versante culturale. 

A corredo della mostra, emergenza sanitaria e disposizioni permettendo, dovrebbero essere organizzate anche visite alla Torre dell'Angelo e a Palazzo Centoris. "Faremo un passo per volta - conclude il sindaco -: ogni iniziativa dev'essere svolta nel rispetto dei più rigidi protocolli di sicurezza e dev'essere valutata sulla base dell'evoluzione dell'epidemia".

redaz

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