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Borgosesia | 21 ottobre 2020, 16:42

Borgosesia: arriva l'ordinanza anti-spioni

Tiramani: "Troppe segnalazioni infondate sui vicini di casa stanno facendo perdere tempo alla Polizia locale. Le denunce relative a presunte violazioni da parte dei vicini di casa vanno fatte in via ufficiale"

Borgosesia: arriva l'ordinanza anti-spioni

«Se si denuncia un vicino senza fondati motivi, si verrà a propria volta denunciati per procurato allarme. Rischiando una multa salata». Dopo ripetute segnalazioni ricevute dalla Polizia Municipale di Borgosesia, in merito a violazioni del nuovo Dpcm sul tema dell’accoglienza nelle case private di un numero limitato di persone, il sindaco di Borgosesia Paolo Tiramani ha deciso di intervenire con un’ordinanza molto chiara.
«Visto che molte delle segnalazioni ricevute sono risultate prive di fondamento e dovute esclusivamente a cattivi rapporti di vicinato – spiega Tiramani – ho deciso di intervenire. Questo articolo del Dpcm, come peraltro avevo temuto fin da subito, crea problemi non indifferenti. Le segnalazioni infondate hanno impegnato senza motivo la nostra Polizia Municipale per le opportune verifiche, facendoci sprecare tempo e denaro, per non parlare poi dell’esacerbazione delle tensioni sociali e del clima di allarmismo nei confronti dell’emergenza sanitaria. Così non va – dice il sindaco - per questo emetto immediata ordinanza per stabilire che le segnalazioni devono essere circostanziate ed effettuate in modo ufficiale. In questo modo la polizia potrà effettuare le indagini del caso: se effettivamente si tratterà di violazione del Dpcm si interverrà opportunamente; in caso contrario, si verificherà se i denuncianti siano perseguibili per procurato allarme e quindi passibili, secondo l’art. 658 del Codice Penale, di ammenda da 10 a 516 euro».
Come Tiramani, sono molti i sindaci del territorio che mettono sotto accusa anche l’ “art.1 comma 6 lettera n)” del D.P.C.M. del 13 ottobre scorso, nel quale si legge: “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi in numero superiore a sei”: «Come già si temeva all’indomani della promulgazione del Decreto – commenta Tiramani – questo comma ha dato il via libera a vendette private, che nulla hanno a che fare con la sanità pubblica: non è possibile che le forze dell’ordine siano impegnate, con dispendio di risorse pubbliche, in azioni non necessarie. Non è il momento di perdere tempo, e denaro, per fare la “caccia alle streghe”».
In ultima analisi il messaggio del Sindaco di Borgosesia è forte e chiaro: «Ciascuno dev’essere responsabile delle proprie azioni: le regole da seguire sono chiare, se effettivamente si rilevano dei comportamenti inadeguati e pericolosi – dice l’On. Tiramani – è corretto sporgere denuncia, purché in modo ufficiale. Se la Polizia ravviserà effettivamente infrazioni al Decreto del Presidente del Consiglio, eleverà le dovute contestazioni ai responsabili. In caso contrario, chi avrà fatto denunce ingiustificate si assumerà le sue responsabilità. Mi auguro che, la prossima volta, anche il Governo rifletta meglio – conclude il Deputato-Sindaco - lanciando simili inviti, invece di risolvere i problemi, ne crea di nuovi per tutta la collettività».

redaz

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