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Arte e Cultura | 20 ottobre 2020, 10:00

"Orta e mio padre dentro i miei gialli"

Intervista a Erica Gibogini, scrittrice di Pettenasco che ha appena pubblicato "Pic nic al lago"

La copertina di Pic nin al lago, di Erica Gibogini

La copertina di Pic nin al lago, di Erica Gibogini

Amo Orta. È un punto fermo della mia vita. Le ho dedicato una, due pagine di alcuni miei libri. E amo Ernesto Ragazzoni, giornalista ma soprattutto poeta maledetto. E alcuni mesi fa, dopo aver letto un King e un De Cataldo, succede che su facebook qualcuno scriva che c’è una brava scrittrice che ambienta i suoi gialli a Orta: Erica Gibogini.

Ordino il suo ultimo libro, “Rose bianche sull’acqua”, lo divoro, perché quando le leggo mi sento trasportare a Orta, poi scrivo su facebook (cosa che faccio raramente) che ho letto un bel libro di una persona che non conoscevo.

Erica Gibogini ha appena pubblicato un altro giallo. Prima però le chiedo: raccontami di te.
«Sono nata a Premosello Chiovenda Sposata nel 1960, sono sposata, ho due figlie di 28 e 25 anni. Lavoro a Omegna, in Comune, e vivo a Pettenasco sulle rive del lago d’Orta.»

Quand’è avvenuto l’incontro con la scrittura?
«Il giornoin cui ho calato l'idea di una storia nella realtà del “mio lago”.  Insomma, è successo che mi sono vista i personaggi che nascevano dalla mia fantasia agire lungo le vie di Orta, passeggiare nei suoi vicoli, pensare seduti ad un bar con un caffè da bere ammirando il lago, che diventa teatro, scenario, ma non solo: il lago diventa vero e proprio protagonista aggiunto a una storia, ne fa parte, ne delinea il carattere, l'atmosfera.»

E quindi inizi a scrivere. Gialli ambientati a Orta...
«Ho iniziato con dei racconti, “Orta in giallo”, un e-book edito da Mnamon Editore. Sono brevi storie dal sapore giallo, omicidi consumati in antiche ville prospicienti il lago, sul battello della navigazione durante la notte dell'esplosione dei fuochi d'artificio della festa patronale di Omegna, lungo la via ferroviaria che corre parallela alla provinciale della sponda orientale, durante una festa in maschera fra le cappelle del Sacro Monte di Orta, per concludere con un succulento piatto thriller che vede una bambola prendere vita, in una casa di Pettenasco, facilmente riconoscibile per chi mi conosce.»

Poi arriva “Rose bianche sull'acqua”, edito da Morellini Editore.
«Si tratta di una storia  dai risvolti cupi: la nascita dell'amicizia fra due ragazze che dura pochi giorni e naufraga nella morte di una delle due; ed è il fallimento di due matrimoni che non si celebreranno mai. Ma è, prima di tutto, “il lago” e il paesaggio intorno, che abbracciano i personaggi di paese, persone che rappresentano quel tipo di vita di provincia che anch'io conduco e di cui non potrei mai fare a meno. Il mio protagonista, il commissario Mario Verano, conosceva Orta, aveva già risolto un caso. Ci torna, rappresenta insomma  una persona semplice che svolge il suo lavoro con umanità  e sensibilità, e che, dopo averla conosciuta, desidera tornare sempre a Orta, perché ne è conquistato.»

E adesso in libreria, pubblicato ancora da Morellini, è il tuo nuovo libro: Pic nic al lago.
«In  questo romanzo mi sposto sulla sponda occidentale, dove sorgono Pella, San Maurizio e Boleto. Massimo e Cristina, un'affermata coppia di Novara, lui ingegnere e lei dirigente in una importante ditta della città, giungono la mattina di ferragosto sul lago d'Orta, al Santuario della Madonna del Sasso, luogo di incomparabile bellezza, dove hanno in programma un picnic.  Sul posto, Massimo incontra inaspettatamente la donna che da qualche tempo  frequenta, Simona, insieme alla sorella di lei: si viene così a trovare in un'imbarazzante situazione, con moglie e amante a pochi passi l'una dall'altra. Ma altri incontri non previsti sono in serbo per la coppia: due colleghi  di lei con i rispettivi coniugi. Subito dopo pranzo Cristina, allontanatasi per fare due passi, imbocca uno dei sentieri che si addentrano nel bosco proprio quando sta per scatenarsi un forte temporale, e scompare. Seguono ore di ansia e di ricerche, i protagonisti della storia, ai quali si aggiungono alcuni abitanti del luogo, si muovono sul bellissimo territorio di lago nell'arco temporale di soli tre giorni. Solo nelle ultime ore interverrà il “mio commissario” Mario Verano, già protagonista delle  precedenti storie sul lago “Rose bianche sull'acqua” e “Cerchi nell'acqua”.»

Cosa c’è “dietro ai tuoi libri”?
«Il tentativo, spero riuscito, di “legare” con una sorta di sinfonia artistica a due voci, la parola alla figura, insomma i miei due primi lavori con le opere di mio padre, pittore per tutta la sua esistenza. Papà ha trascorso tante ore all'aria aperta sulle alture intorno al “suo lago” con pennelli, colori e tela, per cercare di rendere merito alla bellezza che ha accompagnato anche la sua, di vita, portandosi a casa ogni volta un pezzo di lago, di montagne, un particolare scorcio o un panorama. Ho cercato insomma di coniugare il mio animo al suo animo, così da arrivare alla sensibilità di chi coglie un luogo e lo cattura su un foglio, ognuno a modo suo.»

Remo Bassini

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