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Pro Vercelli | 15 ottobre 2020, 10:00

Casella: La B? Non è la prima volta che mi danno del pazzo

"Nel calcio bisogna essere ambiziosi. Tutto è nato a luglio..." dice - Smerieri: "Da tifoso a presidente, in due mesi" - Modesto: "Ci manca il pubblico"

Foto finale per Modesto e la squadra

Foto finale per Modesto e la squadra

«È nato tutto agli inizi di luglio. Ci sono stati poi due mesi intensi, si trattava di cambiare tutto: assetto societario, allenatore, giocatori.

Parlai subito di serie B in due anni, spiego perché. Perché nel calcio bisogna essere ambiziosi. Quando il Gozzano militava in eccellenza mi diedero del pazzo quando dissi che avremmo giocato tra i professionisti. Parlai di B perché l'ambizione era un messaggio, chiaro. Noi adesso abbiamo una squadra di giovani con quattro, cinque giocatori di esperienza e un tecnico e uno staff che sono da categoria superiore. Vediamo. La collaborazione con altre società? È un vanto, una nota positiva, il calcio funzionacosì, ora. Ad esempio ti permette di acquisire giocatori che altrimenti non giocherebbero in C.».

Così Alex Casella, avvocato, direttore sportivo, grande ed unico regista della nuova Pro Vercelli alla presentazione della stagione, mercoledì sera al Civico.

È stato Casella, intervistato dal presentatore-giornalista, Alex Tacchini, a chiudere una bella serata, veloce, con la consueta passerella di autorità (sindaco Corsaro, assessori Simion e Sabatino, presidente della Provincia Botta che – unica nota stonata – è stato chiamato solo nel finale: e Botta è stato uno dei personaggi “istituzionali” da subito vicino alla squadra) e naturalmente della squadra con tutti i giocatori (della rosa, ma anche no) della Pro Vercelli di Modesto.

Trai primi a prendere la parola il presidente, Franco Smerieri. «Mi sveglio la mattina e non ci riesco a ancora a crederci: in due mesi, da tifoso sono diventato presidente. Mi prendo due impegni. Sul settore giovanile, che la società seguirà con grande attenzione, e sul rapporto con i tifosi, che va curato con estrema attenzione.»

L’amministratore delegato Paolo Pinciroli ha poi raccontato come si è avvicinato alla Pro. Spettatore-tifoso quando frequentava il Dalpozzo,«a luglio sono stato contattato da Casella, ho conosciuto il tecnico, la squadra, insomma tutto l’ambiente che mi ha conquistato.»

Una precisazione poi. La sua ditta, la Condor di Borgosesia, produce macchinette per il caffè.

A sua volta il tecnico Francesco Modesto quando ha preso la parola ha detto: «Saluto tutti, purtroppo allo stadio giochiamo senza l’apporto della gente. E rivolgo un plauso a chi, attorno alla squadra, lavora nell’ombra. Il direttore Casella mi ha messo a disposizione una bella squadra. È importantissimo avere a disposizione un gruppo di giocatori che hanno voglia di lavorare, con serietà, entusiasmo. Ora sta a noi crescere, giornata dopo giornata.»

Applausi per lui, per Casella, per la vicepresindente Anita Angiolini (che ha presentato la squadra femminile under 15 della Pro), per il responsabile del settore giovanile Musumeci, ma non solo. Applausi anche per Vincenzo La Marca, addetto alle pubbliche relazioni e addetto stampa che lascia la Pro (e che viene sostituito da Vittoria Marando) e per l’ex presidente Massimo Secondo.

Il presentatore Tacchini, più volte, nella serata, ha ricordato la storia della Pro Vercelli, tra le protagoniste del calcio italiano. «Basti pensare a quando nove giocatori su undici della nazionale erano giocatori della Pro Vercelli.»

Ma il passato è… una terra straniera. È un altro calcio. È il calcio straricco, dei procuratori, dell’attaccamento alla maglia che non c’è più. E tanto per non farci mancare niente è arrivato pure il covid. Forza Pro, comunque.

Per chi è legato alla Pro Vercelli è la passione di sempre.

Remo Bassini

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