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Arte e Cultura | 13 ottobre 2020, 19:10

Un delitto di paese e una sensitiva

"Brisa" di Paola Rambaldi, una storia nerissima ambientata a Gorino, un piccolo centro alle foci del Po, nel 1956

Brisa, di Paola Rambaldi

Brisa, di Paola Rambaldi

Si intitola “Brisa”. È una storia nerissima ambientata nel 1956 a Gorino, un paesino alle foci del Po, Protagonista è una sensitiva, appunto Brisa. Vede le disgrazie passando la sua lunga treccia sulle fotografie. È, insomma, la sensitiva che tutti cercano e tutti temono.

Ecco l’incipit.

Dove mi trovo?

Quando riprende i sensi, Primino sente male dappertutto. La testa gli scoppia, gli occhi incollati come ventose faticano ad aprirsi ed è oppresso dalla nausea. Quando le palpebre si scollano ha la vista sdoppiata. Resta immobile girando appena gli occhi per capire dov’è: un posto umido e scuro illuminato a malapena da un ritaglio di cielo livido, con nuvole gonfie di pioggia che scivolano via veloci. Avverte una forte pressione alla cassa toracica e respira con cautela. Si augura che non ci sia niente di rotto. Senza cambiare posizione inclina la testa indietro e sui lati. Le orecchie fischiano e sembra che una punta di trapano gli lavori le tempie. La luce di un fulmine gli toglie ogni dubbio. È sul fondo di una buca profonda due metri e mezzo e larga tre. Lavora per un’impresa di pompe funebri, di buche ne vede parecchie ed è abituato a misurarle a occhio; certo finora le ha sempre viste solo dall’alto e si è sempre chiesto cosa si provi a finirci dentro… l’ha sognato nei suoi peggiori incubi e adesso lo sa. Per un attimo pensa che stiano per seppellirlo vivo, poi ragiona. È una fossa troppo grande per una sepoltura e non è certo stata scavata per lui. C’era già. Non che il pensiero sia di grande consolazione.

 

“Brisa” pubblicato dalle Edizioni del Gattaccio, è stato scritto da Paola Rambaldi, autrice di Castello di Serravalle (Bologna) che dopo aver vinto una sessantina di concorsi letterari in quattro anni ha deciso di scrivere il suo primo romanzo, che è ambientato nel 1956, a   Gorino, un paesino alle foci del Po, dove non succede mai niente La protagonista, Brisa, è una ventenne  alta, pallida e con  due inquietanti occhi di colore diverso.

L’inizio è allegro: arriva il luna park per la festa patronale e un complesso suonerà i successi di quell’anno, si ballerà e si farà festa. Ma nella notte tra sabato e domenica, sparisce Lucianino e la sua sparizione sfocia in tragedia.

Sarà  Brisa  a risolvere  il caso rischiando in prima persona ma  riappropriandosi di tutto quello che la vita le ha tolto.

 

rb

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