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Politica | 08 ottobre 2020, 23:17

Pd Valsesia: "Ospedale Covid: per i vercellesi è un lazzaretto e per noi un'opportunità?"

I circoli della Valle replicano all'annuncio del presidente Cirio e del sindaco Tiramani: "Per i pazienti normali saranno solo disagi aggiuntivi"

Pd Valsesia: "Ospedale Covid: per i vercellesi è un lazzaretto e per noi un'opportunità?"

Riceviamo e pubblichiamo.

I Valsesiani avranno modo di stampare nella loro memoria le parole memorabili del sindaco di Borgosesia, onorevole Tiramani, a proposito della trasformazione del locale ospedale in Centro per ricoverare e curare i malati di Covid di ben quattro province (Vercelli, Biella,Novara e VCO con circa 800 mila abitanti).

Sentenzia ,tra l'altro, l'onorevole Tiramani: "Si tratta di una pietra miliare per il nostro ospedale". Per i suoi colleghi di centro-destra di Vercelli quando si è affacciata l'idea di trasformare il loro ospedale in Centro Covid hanno gridato all'assurdità di un "lazzaretto a Vercelli". Onorevole Tiramani, dal lazzaretto alla pietra miliare c'è una bella differenza!

In realtà la trasformazione dell'ospedale Borgosesia in ospedale Covid di quadrante è un pesante sacrificio richiesto ai Valsesiani, che inevitabilmente saranno dirottati per tutte le altre patologie sugli altri centri ospedalieri, con conseguenti pesanti problemi di trasporto, in particolare per i pazienti dell'alta valle.

Il Centro Covid è certamente una necessità determinata dall'aggravarsi della pandemia che ci ha colpiti, ma le modalità e i criteri per i quali sia stata scelta Borgosesia sono tutte da scoprire. In primavera , l'onorevole Tiramani, minacciava sfracelli per una ipotesi di chiusura del Pronto Soccorso, che attribuiva alla dottoressa Serpieri (l'allora direttore generale Asl), ma che ora diventa un'amara realtà per i Valsesiani a opera del centrodestra che governa la Regione, con il beneplacito dello stesso Tiramani.

Cosa ha determinato questa inversione di marcia ? Non certo i posti di terapia intensiva, perché già ci erano stati assegnati e che serviranno certamente per gli ammalati Covid, ma il resto dell'attività del nostro ospedale, tenderà sempre più ad essere assorbita dai centri maggiori, dando ragione ai medici piemontesi dell'Anao che si domandavano: "Terapia intensiva per chi, a Borgosesia?”.

In conclusione , in questa "transazione" rimane sul piatto di lenticchie - di biblica memoria - solo lo scalpo della dottoressa Serpieri. Un po' poco per chi vanta l'esclusiva della tutela dei Valsesiani e lancia sfide ricorrenti al Governo nazionale. Di fronte al Covid ci sarebbe bisogno, invece, di gesti concreti, di unità di intenti e non di continua propaganda. Da parte nostra rimangono, moltiplicati per il numero delle funzioni che si ipotizza di sospendere/chiudere, i dubbi e le perplessità già a suo tempo manifestati in occasione dell'ipotesi di chiusura temporanea del nostro Pronto soccorso.

I circoli Pd Valsesia

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