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Arte e Cultura | 08 ottobre 2020, 16:44

Ospedale di Vercelli: corsi e ricorsi storici

Nel 1225 la chiesa dell’abbazia di S. Andrea era stata appena consacrata ed erano da poco iniziati i lavori per l’Ospedale...

Guala Bicchieri

Guala Bicchieri

Corsi e ricorsi storici, testimonianze di antiche rivalità, ingerenze e tentativi di soprafazione tra Novara e Vercelli non così diversi da quelli di oggi, quando arbitrariamente il Sindaco di Novara individua nell’Ospedale di Vercelli il polo Covid-19 per il quadrante nord-ovest, ma la Storia, se attentamente riletta, talvolta ci viene in aiuto. Andiamo con ordine…

“Tentando i Novaresi nel 1225 di ottenere dai Cistercensi di Casal-Gualone il convento e le terre adiacenti per innalzarvi una fortezza contro Vercelli con cui furono pressoché in continua guerra dal 1223 al  1246, il card. Nicolao Vescovo di Tuscolo, scrisse all’Abate di Morimondo ( ndr. milanese) la seguente lettera…registrata nel codice dei Biscioni, tom.I, pag 343…”

Così scrive nel 1842 il teologo Gioanni LAMPUGNANI rettore del venerando Ospedale maggiore di S. Andrea nel volumetto “Sulla vita di Guala Bicchieri Patrizio Vercellese.”

Nel 1225 la chiesa dell’abbazia di S. Andrea era stata appena consacrata ed erano da poco iniziati i lavori per l’Ospedale, il nostro cardinale era a Roma, lontano da Vercelli ma sempre ben informato ed attento a tutti gli avvenimenti che vedevano coinvolto il nostro territorio. Saputo dei progetti novaresi immediatamente affida al Cardinal Nicola de Chiaromonte l’incarico di intervenire per tutelare la città. Il card. Nicola era legato alla comunità cistercense di Casamari ed aveva svolto per conto di papa Onorio III importanti missioni diplomatiche presso l’imperatore Federico II.

Guala, che già conosceva il card. Nicola e ritenendolo idoneo ad affrontare la situazione lo incarica di agire. Senza indugi Nicola scrive una lettera dai toni molti severi all’abate di Morimondo milanese, da cui la comunità cistercense di Casalvolone dipendeva, perché ammonisca questi ultimi impedendo loro di cedere alle offerte di Novara. Nel testo della lettera ricorda innanzi tutto la benevolenza che il Card. Guala Bicchieri “ venerabile padre e amico nostro” ha sempre dimostrato nei confronti della Comunità cistercense ma, subito dopo, fa divieto al convento di Casal-Gualone di effettuare ogni tipo di vendita o permuta a favore dei novaresi, perché ciò sarebbe offensivo nei confronti del Cardinale e soprattutto provocherebbe in perpetuo la perdita del favore della Romana Chiesa e del Cardinale stesso.

Indubbiamente le parole di Nicola da Chiaromonte sortirono il loro effetto e i progetti di Novara per erigere un fortilizio non furono realizzati, almeno allora.

Oggi certamente sono altre le emergenze da fronteggiare ma rileggere e riscoprire queste pagine di Storia, ritrovare le passione e l’incisività in tali personaggi, può essere un motivo in più, se già non ve ne fossero, un argomento aggiuntivo per essere reattivi e determinati, senza mai trascurare che questo nostro Ospedale svolge da quasi ottocento anni la sua missione proprio grazie alla volontà benefica e lungimirante del card. Guala Bicchieri e di tutti coloro che lo sostennero nella sua opera.

Paola Lamberti

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