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Trino | 27 settembre 2020, 20:09

Legambiente: "Trino e i depositi nucleari: troppe domande senza risposta"

Lettera di Cognasso e Giordano: "Cosa c'è dietro all'improvvisa uscita del sindaco Pane?"

Legambiente: "Trino e i depositi nucleari: troppe domande senza risposta"

Gentile direttore,

qualche giorno più tardi aver fatto "scoppiare la bomba" il sindaco di Trino, Daniele Pane, ha corretto il tiro. "La modalità con cui verrà identificato il Deposito non dipende da un'auto-candidatura del Comune, ma da una serie di requisiti tecnici che definiranno le aree potenzialmente idonee. Se Trino vi sia inserito non lo sappiamo: il documento è secretato. [...]", ha detto Pane. Ma allora perché, in un banale e uggioso mercoledì 23 di settembre, ha fatto scoppiare la bomba? Pane dixit: "Se entro dicembre verrà pubblicata la mappa dei siti idonei ad ospitare il sito nazionale dei rifiuti radioattivi, e se i territori potranno dichiararsi disponibili, noi non diremo di no".

L'idea non è nuova, il sindaco di Trino non ne ha il copyright, ha solo raccolto il testimone dall'ex collega di partito Rosso, ora fuori dall'agone politico per le note vicende giudiziarie che lo riguardano, che, il 16 ottobre 2019, a Roma, in un convegno della fondazione Fare Futuro, legata a Fratelli d'Italia, se ne uscì con un analogo assunto. In quel convegno c'era lo stesso Pane e, quindi, non è stato difficile per lui ripetere pedissequamente il ritornello dell'ex politico/assessore regionale.

Il problema però è un altro: perché un sindaco che sa o dovrebbe sapere che il proprio territorio non ha le caratteristiche tecniche per divenire Deposito Nazionale delle scorie, e questo non lo dicono alcuni ambientalisti frustrati, ma I.S.P.R.A (l'Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale) con la Guida Tecnica n. 29 del 2014 "Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività", perché, dicevamo, un sindaco si lancia in un'affermazione tanto pesante?

Pane ha notizie che la suddetta Guida sia stata modificata nei propri criteri, e che le condizioni che un tempo impedivano ad alcuni territori come quello trinese di ospitare tale impianto siano venute meno? Oppure Pane sa che di tale Vademecum tecnico ci sarà una lettura tutta politica? Ciò sarebbe amministrativamente e scientificamente vergognoso ancorché inquietante! Chi scrive non è a conoscenza che tali paletti siano stati cambiati, anzi, ma allora: di che stiamo parlando? Perché Pane forza la mano? Perché il primo cittadino trinese banalizza, "Si parla di un deposito grande quanto due campi di calcio, riempito al 20-25% della capienza [...]", una complessa opera ingegneristica che dovrà contenere le scorie radioattive in assoluta sicurezza, meccanica, chimica, idraulica, idrogeologica, radiologica e militare, per alcune centinaia di anni? Perché strumentalizza soldi e posti di lavoro che, alla luce della storia nucleare trinese, si sono sempre dimostrati illusori specchietti per le allodole?

Il Deposito Unico Nazionale è cosa troppo seria per parlarne attraverso pericolose fughe in avanti giornalistiche, che rischiano di "mandare in vacca", ci scusiamo per il francesismo, anni di ragionamenti e di riflessioni serie e delicate.

Per i motivi su esposti Legambiente considera l'autocandidatura del primo cittadino trinese inopportuna e pericolosa, una scelta che rischia di accendere un'ipoteca pesante su questo territorio e sui suoi cittadini, soprattutto quelli a venire; un’ipoteca che, se attuata, condannerebbe questo territorio a una servitù perpetua e irreversibile, e quando c’è servitù, automaticamente, ci sono i servi (i cittadini, che smettono di avere questa caratteristica per assumere quella di sudditi).

Altro che cambiare il nome della città in Trino Monferrato o Trino nel Monferrato, il cambio proposto qualche mese fa dallo stesso Pane per cambiare la narrazione, lo storytelling, di questo territorio; il rischio è che Trino sia esclusivamente riconosciuta nel mondo come la Pattumiera Nucleare d'Italia.

Noi, per parte nostra, rimaniamo fedeli agli esiti referendari del 1987 e del 2011, nei quali la stragrande maggioranza dei cittadini italiani, trinesi, vercellesi e monferrini inclusi, si pronunciò contro il nucleare, perciò ci batteremo contro questa malaugurata proposta ed invitiamo i cittadini di buon senso ad unirsi a noi.

Grazie per l'ospitalità e la pubblicazione.

Fausto Cognass (Legmbiente Trino), Vittorio Giordano (Legambiente Monferrato)

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