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Politica | 15 settembre 2020, 17:02

Febbre: il Ministero impugna l'ordinanza della Regione Piemonte

E' scontro sull'obbligo di certificare l'avvenuta misurazione della temperatura. E le polemiche non si fanno attendere

E' scontro tra il ministro Azzolina e il presidente Cirio

E' scontro tra il ministro Azzolina e il presidente Cirio

Come aveva preannunciato, il ministero dell'Istruzione ha impugnato l'ordinanza della Regione Piemonte che obbliga scuole e famiglie a certificare la temperatura degli studenti. 

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Secondo l'Ansa, che ha annunciato il provvedimento, oItre che dal ministro Azzolina, l'atto è firmato anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Si apre così un nuovo contenzioso tra Stato e Regione Piemonte che, per bocca del presidente, Albero Cirio, aveva già annunciato l'intenzione di difendersi nelle sedi opportune. "Crediamo di essere nel giusto - aveva detto Cirio -. Io penso di avere dalla mia la ragione, perché si tratta della tutela della salute dei piemontesi. Questa non è una scelta mia personale, è una decisione condivisa dal mondo medico e scientifico".

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E, non appena la notizia dell'impugnazione si è diffusa, la posizione di Cirio è stata immediatamente difesa dalla Lega Piemonte. "Il presidente e i consiglieri del gruppo regionale Lega Salvini Piemonte stigmatizzano la decisione del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina di impugnare l’ordinanza del presidente Cirio sull’obbligo di misurazione della febbre nelle scuole - si legge in una nota - Con grande sprezzo del ridicolo e nessun senso del rischio, la ministra con delega ai banchi a rotelle si incaponisce contro uno dei pochi provvedimenti di buonsenso assunti in vista di questa tormentata ripresa dell’anno scolastico. E mentre in Piemonte tuteliamo fino in fondo la salute dei nostri figli, introducendo per le scuole un obbligo che è già in vigore da mesi negli uffici pubblici e nelle imprese private, Azzolina si imbarca nell’ennesima battaglia di retroguardia di questo governo contro le nostre prerogative regionali. Questa volta non parliamo di una semplice legge, ma di un’emergenza sanitaria terribile come quella del Covid: se dopo questa folle decisione assisteremo a un aumento dei contagi nelle classi del Piemonte, sapremo a chi dare la colpa. Ma la ministra se ne faccia una ragione: noi non arretreremo di un passo, tanto più quando c’è da garantire la salute pubblica".

redaz

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