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Scuola | 25 giugno 2020, 11:12

Coverfop: al via gli esami per una sessantina di giovani allievi

Altrettanti sono impegnati nei corsi per adulti, tra cui quello per Oss

La sede vercellese di Coverfop

La sede vercellese di Coverfop

“Ogni fatica trova obbligatoriamente la sua fine. Che spesso è un nuovo inizio” con queste parole Linda Barbolan, presidente di Coverfop, introduce il prossimo periodo di esami che coinvolgerà gli allievi fino ai primi giorni di agosto, almeno per gli adulti.

Sono una sessantina gli allievi Coverfop che si apprestano nel prossimo mese ad affrontare gli esami finali per la qualifica o il diploma professionale. A questi ne vanno aggiunti altrettanti impegnati nei vari corsi (tra cui gli Oss) per adulti, nelle due sedi di Vercelli e Gattinara.

Ma come si svolgeranno gli esami? A spiegarlo sono Paola Grasso e Petra Timpanaro, responsabili dei percorsi in obbligo. “Saranno esami particolari, come tutto in questo periodo. Una commissione composta da due membri interni e un presidente esterno. E addio, per quest’anno, alle prove tecniche. Un colloquio in cui presentare il Project Work scritto in questi mesi di lockdown in collaborazione con tutor e docenti. Ed in cui dare dimostrazione delle competenze acquisite negli anni di corso”.

Quindi gli allievi sono pronti? Sono ancora Paola Grasso e Petra Timpanaro ad intervenire: “Pronti è certamente una parola importante. Ci stanno arrivando. Paradossalmente con più fatica degli altri anni. Il periodo di sospensione delle lezioni in presenza è stato per loro l’interruzione di un percorso di crescita e di avvicinamento al traguardo finale. Molti non hanno potuto svolgere lo stage curriculare. Periodo di maturazione personale e di confronto con il mondo “senza protezioni” del lavoro. Qualcosa di diverso insomma, a cui sicuramente arrivano con sentimenti ed idee contrastanti”.

Si inizia la prossima settimana, il 30 giugno. Con il percorso Operatore del benessere e il loro primo step, la qualifica. Un grande augurio di successo ad allievi, docenti, tutor. Ed anche alle famiglie, che nei due mesi di lockdown hanno assistito i figli e spesso si sono trasformate in insegnanti supplenti. Mai come in questi giorni dunque ci aiuta ricordare il grande insegnamento di Gianni Rodari “..di imparare non si finisce mai, e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa già..”

redaz

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