/ Salute

Salute | 18 giugno 2020, 09:52

Idrossiclorochina per la cura precoce del Covid: pressing del Piemonte su Aifa

L'assessore alla Sanità, Icardi: "I protocolli che abbiamo adottato hanno dato risultati incoraggianti che siamo in grado di documentare. Se questo farmaco non va bene, Aifa ci dica cosa dobbiamo usare"

Idrossiclorochina per la cura precoce del Covid: pressing del Piemonte su Aifa

"In Piemonte, i protocolli farmacologici di cura domiciliare del Covid con idrossiclorochina, in fase precoce, hanno dato risultati molto incoraggianti, che siamo in grado di documentare. Chiediamo l’attivazione di un “registro 648” per consentire l’erogazione di questo farmaco a carico del Servizio sanitario nazionale per la somministrazione domiciliare". Lo ha ribadito l'assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, coordinatore nazionale della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, 

Dopo le polemiche sul contestato studio pubblicato su Lancet che ha portato Oms e Aifa a fermare l'uso del farmaco nella cura dei pazienti Covid, la Regione Piemonte torna alla carica per sbloccare una situazione che rischia di causare una possibile nuova emergenza ospedaliera.

"L’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, si è resa disponibile al confronto con le rappresentanze sanitarie per ragionare sui dati delle singole sperimentazioni regionali e valutare l’eventualità di protocolli alternativi - spiega ancora Icardi - Se l’idrossiclorochina non va bene, occorre concordare altre soluzioni, altrimenti viene meno il perno su cui ruota gran parte della strategia di cura domiciliare dei pazienti Covid e si rischia di tornare ad affollare gli ospedali mettendone in crisi l’operatività. In Piemonte - ribadisce Icardi - i protocolli farmacologici di cura domiciliare del Covid con idrossiclorochina, in fase precoce, hanno dato risultati molto incoraggianti, che siamo in grado di documentare. Chiediamo l’attivazione di un “registro 648” per consentire l’erogazione di questo farmaco a carico del Servizio sanitario nazionale per la somministrazione domiciliare. L’Aifa ci fornirà, per contro, gli studi sui quali ha deciso di bloccarne l’utilizzo".

redaz

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore