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Politica | 13 giugno 2020, 08:46

"Politica e cittadini insieme contro l'impianto di biometano"

Nasce il Comitato del No: tra i promotori molti consiglieri comunali di minoranza e maggioranza, ma anche sindaci del territorio

"Politica e cittadini insieme contro l'impianto di biometano"

Dopo il "No" del Consiglio comunale - e mentre Polioli Bioenergy si accinge a fornire i chiarimenti tecnici richiesti in sede di Conferenza dei Servizi - nasce il Comitato per il no all'impianto di produzione del biometano che dovrebbe sorgere nell'industriale alle porte della città. 

A promuoverlo un gruppo di consiglieri di minoranza e di maggioranza ("Cittadini vercellesi", come ha voluto precisare Roberto Scheda, aprendo l'incontro), ma anche i sindaci di Asigliano, Desana e Lignana ( i centri più vicini all'impianto) e privati cittadini. 

Alcuni di loro (Paolo Campominosi, Andrea Conte, Renata Torazzo, Gian Luca Borasio, Giancarlo Locarni, Carlo Riva Vercellotti, Carolina Ferraris, Lillo Bongiovanni, Emilio Ciocchetti e Luigi Ferraris) hanno preso parte, venerdì pomeriggio, alla presentazione del Comitato e delle iniziative che verranno messe in campo.

"Il Consiglio comunale - ha detto Scheda - si è espresso chiaramente, con un parere contrario all'impianto. I tecnici sono al lavoro per presentare tutte le osservazioni del caso e noi vogliamo coinvolgere la cittadinanza contro questo progetto che prevede di portare, sul sito della Polioli, 102mila tonnellate annue di rifiuti organici da cui estrarre biometano".

 

A breve, corredata da spiegazioni tecniche e scientifiche, partirà la raccolta firme a sostegno della delibera che aveva chiuso le porte all'impianto. Un "no" politico che non ferma l'iter a fronte di una situazione normativa che, di fatto, non prevede particolari vincoli a tutela della qualità della vita delle città e dei piccoli centri confinanti. Lo spauracchio principale, inutile dirlo, è quello delle puzze: Vercelli è già spesso invasa dai miasmi provenienti dall'impianto che tratta il compost a San Nazzaro Sesia. L'idea di avere una struttura che svolge lo stesso tipo di attività (sebbene utilizzando una tecnologia del tutto diversa, come assicura la proprietà) a un chilometro e mezzo da centro abitato rappresenta un elemento di grande preoccupazione per la qualità della vita di vercellesi e non e anche per la possibilità di attrarre in futuro, altri investitori. 

"Quella struttura è a 500 metri in linea d'aria dall’ospedale Sant'Andrea, dalla clinica Santa Rita, dal nuovo centro cottura della Serenissima. Ci lamentiamo delle puzze che arrivano da San Nazzaroe vogliamo portarci un altro impianto in casa? - ha attaccato Scheda, precisando che - Noi siamo per l’imprenditoria e per lo sviluppo del territorio, ma quello non è il sito adatto per realizzare un impianto del genere. La politica si è espressa contro. Ora chiediamo ai cittadini di fare altrettanto".

Sulla stessa linea anche gli altri interventi: Torazzo ha ribadito il no al compost e alla fabbrica di pallets, mentre Locarni ha ribadito che "Nessuno può certificare che non ci saranno odori". Campominosi, anche a nome di Catricalà, ha annunciato l'intenzione "di proporre una valutazione di impatto sanitario per l'impianto" e il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti ha ricordato che già da presidente della Provincia aveva chiesto a Polioli di trovare un altro posto in cui realizzare l'impianto. Dal canto loro i sindaci di Asigliano, Desana e Lignana hanno sottolineato i timori che una struttura del genere possa creare problemi ai rispettivi paesi a causa delle emissioni e hanno ribadito il no convinto già espresso anche ai dirigenti della Polioli. Da Borasio, che ha alle spalle una lunga carriera mangeriale nel settore dell'energia, sono invece arrivate puntuali osservazioni tecniche che verranno utilizzate a sostegno delle azioni del Comitato. 

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