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Crescentino | 08 giugno 2020, 12:52

I rintocchi della "Crescentina" e il ricordo delle vittime Covid per la festa del santo patrono

Crescentino: cerimonia senza processione ma con il suono della campana della Torre Civica

I rintocchi della "Crescentina" e il ricordo delle vittime Covid per la festa del santo patrono

Crescentino in festa per onorare il santo che dà il nome alla cittadina. E, a fronte di un momento storico che non ha permesso lo svolgimento della tradizionale processione con l'urna del Santo Patrono portata in spalle dai giovani della leva lungo le vie del centro storico, la comunità ha però riascoltato i rintocchi del campanone della Torre Civica e, subito dopo, a distesa quelli delle campane della chiesa parrocchiale a testimoniare l'unione della comunità crescentinese nelle sue componenti civile e religiosa.

La giornata in onore del martire romano, patrono di Crescentino dal 9 luglio 1662, si è aperta con la messa, celebrata dal parroco don Edoardo, alla presenza delle autorità civili di Crescentino e di Vische, delle associazioni crescentinesi con i loro labari, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine e dei ragazzi della leva del 2002.

Al termine del rito religioso le reliquie di San Crescentino sono state riposte nel sacello della cappella dedicata a San Crescentino ove rimarranno custodite sino alla prossima festa patronale.

Dopo tanti anni è risuonato a festa il campanone della Torre Civica, la "Crescentina": è la più grossa della Provincia di Vercelli, con un peso di 25 tonnellate ed è stata forgiata nel 1958 dai fratelli Mazzola di Valduggia in tonalità di Si bemolle 2.

Al termine della funzione religiosa, sindaco Vittorio Ferrero ha voluto ricordare le vittime della pandemia che ha colpito anche la città di Crescentino ed è stato osservato un minuto di silenzio.

redaz

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