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Arte e Cultura | 28 maggio 2020, 00:50

"Spero di aver scritto un libro destinato a restare"

"Il viaggio dei viaggi" di Gianluca Barbera

"Spero di aver scritto un libro destinato a restare"

Da pochi giorni anche nelle librerie vercellesi spicca Il viaggio dei viaggi, edito dalla milanese Solferino, nuovo romanzo dello scrittore reggiano cinquantenne Gianluca Barbera, che abbiamo appositamente contattato per i lettori di VcInfo24.

Gianluca, quando tornerai a Vercelli per il tuo nuovo libro?

Appena possibile, quando ci consentiranno di organizzare conferenze o presentazioni di libri dal vivo.

 

Ma prima di parlare di questo nuovissimo romanzo, per citare il titolo, quale è per Gianluca Barbera ‘il viaggio dei viaggi’?

Il viaggio nel tempo, cioè a cavallo di una macchina del tempo. Si potrà mai fare? Forse no. Mai dire mai. Oppure quello nella propria mente. Si viaggia sempre con la mente. Due persone che fanno insieme lo stesso viaggio, in realtà fanno due viaggi distinti, vedono cose diverse. È una questione mentale. Se sei felice, bendisposto, farai bei viaggi; se sei maldisposto ogni viaggio risulterà spiacevole. 

 

Il tema del libro può costituire un paradosso in questi tempi in cui non si può viaggiare, almeno così come si era fatto sino al febbraio scorso?

Io sono convinto che presto si riprenderà a viaggiare come prima. Perciò dico, anche in chiave benaugurante: preparate le valigie. Io ho già prenotato nel mio solito posto sulle Dolomiti, per luglio. Volevo prenotare per agosto, ma era tutto pieno. Segno che non sono l'unico a pensarla così. Se però preferite restare a casa, leggete dei buoni libri e soprattutto - udite udite - scrivere un romanzo! Scrivere un romanzo è una grande avventura che consiglio a tutti.

 

Domanda televisiva: puoi riassumere i contenuti del libro in 30 secondi in questo caso in poche righe?

Una scolaresca in visita al museo dei viaggi e delle esplorazioni, grazie alla suggestione degli oggetti esposti e a un libro dagli straordinari poteri, precipita in una grande avventura attraverso i secoli e lo spazio, come a cavallo di una macchina del tempo. Protagonista l'arte di viaggiare in tutte le sue forme: per cielo, mare, terra, abissi, cosmo; perfino nell'aldilà e nel cyberspazio. Una galleria di personaggi spero indimenticabili. Un romanzo che contiene il mondo intero, di ieri, di oggi, di domani. Va bene così?

 

Perfetto! Comunque, spesso certi romanzi innescano un lungo dibattito fra critici, studiosi, lettori, giornalisti: come vorresti sentir parlare del tuo testo?

Giocherò a carte scoperte. Spero se ne parlerà come di un romanzo che non si può non aver letto, destinato a restare. E di me come del nuovo Salgàri, del nuovo Verne. O se preferite della reincarnazione di Stevenson, o di Jack London. Scegliete voi.

 

Finora quale aspetto viene maggiormente sottolineato dalla critica giornalistica e quale invece trascurato?

Non ho appunti da muovere a quello che è stato scritto finora dalla critica. Si è parlato della lingua, molto apprezzata; si è parlato del senso di avventura che sprizza da ogni pagina. Sono stati fatti i giusti collegamenti con Verne, Salgàri e Stevenson. Di me come inauguratore di una nuova stagione della narrativa di avventura. Forse non è stata abbastanza evidenziata l'universalità del libro, il suo carattere esaustivo, di opera-mondo. Ma forse ricordo male, o mi è sfuggito.

Guido Michelone

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