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Borgosesia | 26 maggio 2020, 14:18

Maxi test sierologico: il 5% dei partecipanti è entrato in contatto con il virus

Borgosesia, arrivano i primi dati della campagna di screening che diventerà oggetto di studio dell'Università. Fondazione Valsesia ringrazia i 300 volontari e ricorda di mantenere tutte le misure precauzionali

Alcuni dei volontari impegnati nella due giorni

Alcuni dei volontari impegnati nella due giorni

Arrivano i primi dati sul maxi test sierologico effettuato nel fine settimana a Borgosesia. Il primo elemento che emerge è che il 95% di quanti si sono sottoposti al test (5500 borgosesiani maggiorenni) non sono mai entrati in contatto con il Covid19. Il restante 5% sarà oggetto dello studio dell'Università collegato alla campagna di screening di massa, ed entra nel protocollo Asl, che è titolare dei dati e delle procedure. Dati e numeri importanti, quelli raccolti a Borgosesia, per studiare la risposta immunitaria alla SARS-COV2 di una comunità definita.

Intanto, in attesa che l'esito dei successivi tamponi chiarisca quanti - tra coloro che sono entrati in contatto con il virus - sono potenzialmente contagiosi e quindi vadano posti in quarantena, Fondazione Valsesia ringraziai 300 volontari e i 5500 cittadini hanno risposto al test.

"Al test - si legge in una nota - hanno partecipato oltre il 50% dei residenti maggiorenni, sono stati eseguiti 5500 test sierologici che hanno messo in evidenza che il 95% dei residenti testati non è venuto in contatto in nessun modo con il virus SARS-COV2 e il restante 5%, invece, né è venuto in contatto. La percentuale del 5% sarà oggetto dello studio dell’Università del Piemonte Orientale, che comunicherà successivamente i dati definitivi ed entra nel protocollo ASL, che è titolare dei dati e delle procedure".

“La Fondazione Valsesia Onlus ha ricoperto il ruolo di coordinatore organizzativo di questa importante indagine, che ci auguriamo possa diventare un modello nazionale – sottolinea la presidente Laura Cerra – grazie al determinante contributo economico del fondo Pier Luigi Loro Piana che fortemente voluto che i suoi concittadini potessero entrare in questo importante studio dell’Università del Piemonte Orientale, che definisce la risposta immunitaria alla SARS-COV2 di una comunità ben definita. Dai dati emerge che il comportamento dei cittadini è stato rigoroso e rispettoso delle regole della comunità, ma per mantenere questa situazione di privilegio è necessario, ora più che mai, continuare a prendere le precauzioni e seguire le indicazioni del Ministero della Salute per evitare i contagi. Essere negativo al test rapid Covid-19 non ci rende immuni perché siamo ancora preda del virus, dobbiamo fare grande attenzione”.

Ora si attende la pubblicazione dei dati della ricerca dell’Università del Piemonte Orientale per conoscere in dettaglio la risposta immunitaria alla SARS-COV2 dei cittadini maggiorenni della Città di Borgosesia.

redaz

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