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Politica | 24 maggio 2020, 12:37

"A Borgosesia test sierologici per tutti: e il Comune di Vercelli che fa?"

Interrogazione dei consiglieri comunali Maura Forte e Carlo Nulli Rosso: "Sul territorio ci sono state varie esperienza, ma la nostra città non si è mai mossa"

"A Borgosesia test sierologici per tutti: e il Comune di Vercelli che fa?"

Molti comuni del territorio si sono attrezzati per offrire test sierologici alla popolazione, scegliendo strade diverse ma che hanno dimostrato di essere apprezzate dai cittadini. Perché Vercelli resta al palo? Lo domandano, in un'interrogazione inviata domenica alla stampa, i consiglieri comunali Maura Forte e Carlo Nulli Rosso.

Che - superando steccati politici e polemiche dei mesi scorsi - citano come esempi virtuosi quasi tutte amministrazioni comunali di centro destra e, in particolare, la due giorni di screening di massa organizzata sabato e domenica a Borgosesia.

Com'è noto, la questione dei test sierologici è molto dibattuta, tanto che solo sabato 23 maggio la Regione ha emanato linee guida per il settore pubblico e privato, raccomandando l'azione coordinata con le Asl per evitare che si possano creare problemi di gestione e interpretazione dei risultati. Nei mesi scorsi, in piena pandemia, chi si era mosso in modo autonomo è talvolta incorso in una sorta di cortocircuito sanitario con conseguenze assurde per i cittadini: in Lombardia, a Cisliano, i test effettuati su base volontaria subito dopo Pasqua avevano evidenziato la presenza degli anticorpi in 45 cittadini, finiti in quarantena in attesa del tampone e... rimasti nel limbo per oltre un mese senza che alcun accertamento venisse eseguito. Al punto che il primo cittadino a metà maggio è andato in Procura a depositare un esposto contro l'Azienda sanitaria territoriale.

Insomma, in alcuni casi la mancanza di coordinamento tra iniziative locali e aziende sanitarie ha creato più di un intoppo. Tanto, che uno dei primi atti del commissario ad acta dell'Asl Vercelli, Pietro Presti, fu di chiedere ai Comuni di non promuovere campagne di test sierologici privati. Una posizione poi rivista, man mano che, con lo sviluppo di appositi protocolli e il rientrare dell'emergenza, è stato possibile coordinare attività di screening facendo anche intervenire l'Asl.

"Venerdì 15 maggio durante un intervento nel dibattito consigliare - ricordano i due consiglieri comunali - fu richiesto al sindaco se l’Amministrazione avesse intenzione di promuovere a Vercelli un’indagine con test sierologici  per avere dati  oggettivi riguardanti i  cittadini immunizzati ossia con anticorpi verso il coronavirus. A tale quesito il sindaco rispose che era impossibile per un provvedimento dell’Asl di Vercelli che impediva l’utilizzo del test, ritenuto non attendibile". 

Intanto, però, alcune amministrazioni comunali si erano mosse, sviluppando progetti poi sostenuti anche dall'Asl: Quarona con il test su 400 lavoratori. E Borgosesia con la campagna sierologica di massa in corso anche nella giornata di oggi, domenica 24 maggio. “Borgosesia - scrivono Forte e Nulli Rosso - si appresta a segnare un altro primato diventando la prima città del Paese in cui verrà effettuato un test sierologico di massa del tutto gratuito sulla popolazione, su base volontaria e previa sottoscrizione del consenso informato, per individuare la presenza nel sangue di immunoglobuline che si attivano in risposta al virus Covid 19. Dal punto di vista statistico ed epidemiologico si tratterà insomma di un test importante, su una collettività diffusa e con un campione ampio (10mila test), più esteso ad esempio di altre realtà pilota come il comune di Robbio, che dovrebbe poter dare indicazioni più chiare sulla reale diffusione del virus anche all’interno di una comunità cittadina, scovando i famosi asintomatici. Detto ciò però va aggiunto che il sindaco di Borgosesia si è mosso con accortezza, applicando una procedura messa a punto con il professor Fabrizio Faggiano (Ordinario di Igiene all’Università del Piemonte Orientale), autorizzata dall’Asl Vc e approvata dal Comitato Etico. Inoltre per approfondire eventuali risultati postivi con i classici tamponi o eventuali altri necessari esami, il progetto ha avuto la collaborazione dell’Asl Vercelli". 

Vista dunque quest'esperienza, ma anche quanto era già stato realizzato a Trino (test sierologici su chi era impegnato nel settore assistenza) e a San Germano (test volontario su residenti e non), i consiglieri comunali vercellesi chiedono "Se il sindaco di Vercelli fosse a conoscenza del progetto che è stato organizzato nelle settimane scorse a favore della popolazione di Borgosesia, sul quale il dottor Presti ha espresso pubblicamente  un parere positivo; per quale motivo solo a  Borgosesia viene realizzato il progetto grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale con l’Università del Piemonte Orientale e dell’ASL 11, con la disponibilità di 10.000 test gratuiti per i cittadini e  con il potenziamento del laboratorio che potrà effettuare le indagini; se l’Amministrazione, preso atto di quanto si è verificato, intende organizzare e supportare il progetto di screening della popolazione vercellese con test sierologico in accordo con l’Asl, supportando  economicamente il progetto mediante fondi propri o mediante fundraising".

redaz

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