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Scuola | 19 maggio 2020, 18:25

Piantine che abbattono il pm10 negli ambienti domestici: imprenditoria green all'Istituto Agrario

Un bel progetto - che parla di innovazione e qualità della vita - e che sfrutta anche la paglia di riso come materia prima per creare elementi d'arredo

Il team che ha partecipato alla videoconferenza

Il team che ha partecipato alla videoconferenza

Sapevate che i valori di pm10 all'interno delle case possono essere fino a 5 volte superiori a quelli che ci sono all'esterno? Un dato non proprio incoraggiante, soprattutto se si pensa alla già pessima qualità dell'aria della Pianura Padana e all'influenza che essa può avere sulla salute.

La bella notizia, però, è che la situazione all'interno delle casa può essere di molto migliorata utilizzando "rimedi" ultra-naturali come alcune varietà di piante - in particolare Aloe e Tillandsia - che hanno la capacità di migliorare in modo importante la qualità dell'aria. Una virtù che, negli ambienti chiusi, può essere di grande importanza.

Così, unendo ricerca scientifica, innovazione e business, la classe IV B dell'Istituto superiore Ferraris di Vercelli ha dato vita a un progetto imprenditoriale assolutamente "green" creando elementi di arredo in paglia di riso (un prodotto naturale che, tuttavia, per molti anni è stato fonte di inquinamento a causa dei roghi delle stoppie) utili a contenere un set di piantine "anti-pm10" da coltivare negli spazi didattici della Cascine Boschine e dei laboratori dell'istituto.

”Beehive plants: green, clean, future” è il titolo del progetto sviluppato all'interno del programma Green Jobs, un piano di educazione imprenditoriale green che promuove lo sviluppo di competenze trasversali legate alla sostenibilità ambientale e all’imprenditorialità nei giovani delle scuole superiori. Nato in Lombardia da Fondazione Cariplo, Green Jobs è promosso in Piemonte da Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo e realizzato con JA Italia e InVento Innovation Lab.

“L’Istituto Agrario – dice Lella Bassignana referente del progetto - è stato l’unico della provincia di Vercelli ad aderire. Gli studenti della IV B hanno creato una mini-impresa green cercando di trovare una soluzione concreta alla riduzione dell’inquinamento in ambienti interni. Studi scientifici hanno dimostrato che a volte i valori dei PM10 all’interno delle case sono di ben 5 volte superiori ai valori dell’ambiente esterno e da questa indagine sono partiti per elaborare l’idea imprenditoriale“.

I ragazzi hanno lavorato sotto la supervisione di Junior Achievement che ha curato i contenuti imprenditoriali e il coordinamento didattico e hanno potuto avvalersi di un dream coach aziendale, Maurizio Malinverni, ingegnere specializzato in riqualificazioni aziendali e di InVento Innovation Lab, che si è occupata della creazione e implementazione nelle classi della metodologia per costruire imprese resilienti e in linea con gli SDGs. Purtroppo lo scoppio del Covid19 non ha permesso di svolgere tutto il progetto così come programmato: in particolare la parte pratica di produzione e vendita delle piantine è stata rinviata al prossimo anno, ma tutto il resto del progetto è stato portato avanti online.   

“Il  percorso -  afferma Denise Fredo, program manager & regional coordinator di Junior Achievement Italia - si è articolato in lezioni in aula e online durante le quali i ragazzi hanno imparato a trovare soluzioni concrete in risposta ai problemi ambientali, a conoscere i modelli organizzativi e di gestione imprenditoriale, a scoprire le professionalità coinvolte nel mondo produttivo green percorrendo tutti gli step del percorso che trasformano un’idea in un’attività imprenditoriale, a valorizzare la creatività individuale e collettiva“.

Mercoledì 13 maggio una giuria di esperti ha valutato le 12 mini-imprese ideate e realizzate nell’ambito di Green Jobs in tutta Italia e i tre portavoce vercellesi - Erika Cecchettin, Andrea Bonetto, Matteo Cecchettin - hanno presentato  la loro idea: creare un prodotto che contribuisca a ridurre l’inquinamento negli ambienti interni unendo la bellezza delle piante con l'ecosostenibilità ambientale.

La sperimentazione è stata iniziata ma purtroppo non è stato possibile concluderla ma continuerà il prossima anno ed è stata seguita dal docente Simone Mussi che ha fornito ai ragazzi il supporto tecnico - scientifico. 

“Abbiamo aderito subito con entusiasmo al progetto - conclude la dirigente scolastica Cinzia Ferrara - perché quest'idea coniuga la didattica con il mondo del lavoro in particolare quello imprenditoriale che è alla base della nostra mission: gli accordi con il mondo delle imprese è stato il valore aggiunto del progetto”.

fr

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