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Gattinara-Valsesia | 18 maggio 2020, 14:00

Quarona: 400 lavoratori aderiscono al test sierologico. Il tampone sui casi dubbi svela 2 positivi

Ha funzionato il sistema messo progettato da Comune, Fondazione Valsesia, Croce Rossa e privati: nel fine settima si replica con 10mila controlli a Borgosesia

Le postazioni del test

Le postazioni del test

Quattrocento lavoratori si sono sottoposti, sabato 16 maggio a Quarona, ai test sierologici (con tampone immediato in caso di presenza degli anticorpi) nell'ambito del progetto "Proteggiamo le nostre aziende" voluto dall'amministrazione comunale del centro valsesiano e organizzato grazie a Fondazione Valsesia e Croce Rossa.

Dalle 9 del mattino alle 15 sono stati effettuati test sierologici su 400 persone: 19 hanno mostrato presenza di anticorpi al virus e sono stati immediatamente sottoposti ai tamponi che, una volta sviluppati d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, hanno portato a individuare due persone positive al Covid-19. I due contagiati sono stati messi in quarantena e indirizzati alle dovute precauzioni e se necessario alle necessarie cure evitando di diffondere il contagio sul luogo di lavoro.

La logistica dell’iniziativa ha previsto 5 postazioni di esecuzione dei test sierologici con altrettanti portali d’accesso. Chi aveva esito negativo usciva da un portale comune mentre chi mostrava anticorpi al virus passava per un’uscita preferenziale. Per la realizzazione del progetto hanno partecipato circa 30 persone tra volontari della Croce Rossa, della Protezione Civile, della Fondazione Valsesia e dell’Amministrazione comunale.

“Questa iniziativa – spiega Francesco Pietrasanta, sindaco di Quarona - è stata un successo in tutti i sensi. Dall’organizzazione della logistica alla gestione burocratica fino al valore umano di tutti coloro che si sono messi in gioco. Non era così scontato che si potesse realizzare. Ho avuto questa idea osservando l’enorme onere normativo messo sulle spalle dei datori di lavoro e ho quindi deciso di coinvolgere una decina di aziende, grandi e piccole, con imprenditori che potessero intendere la responsabilità e il rischio al quale saremmo andati incontro”.

Fondazione Valsesia, dal canto suo, si è impegnata a ottenere i test sierologici in tempi brevi e a concordare il canale immediato di esecuzione e sviluppo dei tamponi ("Un passaggio unico in Italia fatto all’interno del percorso Asl", specifica Pietrasanta); infine la Croce rossa si è messa subito a disposizione per effettuare i test.

“Il ruolo di Fondazione Valsesia – continua il primo cittadino – è stato di grande importanza. Senza i suoi contatti e la sua influenza sarebbe stato impossibile mettere in piedi questo esperimento. Le aziende hanno finanziato tutti i costi ma la Fondazione ci ha dato la strada per realizzare il nostro obiettivo. La Croce rossa come sempre, con spirito di volontariato, abnegazione e amore per il prossimo si è messa in gioco senza pensarci due volte”.

Il risultato dell’esperimento è chiaro: si possono tutelare celermente le aziende grazie a un’alleanza tra soggetti privati e pubblici, risparmiando soldi e tempo. Il percorso dei tamponi e quindi la validità legale dei risultati non è di poco conto, anzi, è unica in Italia e il Comune di Quarona ha saputo sfruttare questo potenziale. Ora il modello può essere esportato anche in altre realtà.

“Vedremo quali saranno i risultati dell’iniziativa di Borgosesia sulla cittadinanza – conclude Pietrasanta -. Poi darà il via a un consulto con tutte le aziende di Quarona per promuovere un nuovo test allargato come quello fatto sabato. Magari in collaborazione con qualche amministrazione vicina. Dobbiamo far presente allo Stato che nonostante gli ostacoli legislativi e la confusione burocratica che ci mette sul percorso di un ritorno alla normalità, noi siamo pronti a tutto e siamo uniti per uscire al meglio da questa situazione. Infine voglio lanciare un appello affinché si riveda l’errata interpretazione dell’Inail che ha dato al D.Lgs 81/2008 affermando il 17 marzo 2020 che l’infezione da Covid-19 sia da considerarsi infortunio sul lavoro con tutte le responsabilità che ne conseguono e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono messi in gioco: il presidente della Fondazione Valsesia Laura Cerra, il presidente della Croce Rossa di Borgosesia Daniela Denicola e l'ingegner Pier Luigi Loro Piana che mi ha personalmente incoraggiato e ha mostrato ancora una volta lungimiranza e passione per il suo territorio. Invito la popolazione e le aziende valsesiane a contribuire affinché realtà territoriali come la Fondazione e la Croce Rossa siano potenziate perché hanno chiaramente dimostrato la loro incalcolabile utilità comunitaria”.

redaz

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