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Politica | 13 maggio 2020, 21:03

Riaperture commerciali: per il Piemonte il giorno del giudizio sarà venerdì

Lo ha annunciato il presidente Cirio nel corso della riunione del Consiglio Autonomie Locali

Riaperture commerciali: per il Piemonte il giorno del giudizio sarà venerdì

Le decisioni su quali categorie professionali potranno riaprire in Piemonte, da lunedì 18, verranno discusse nel primo pomeriggio di venerdì, nell’ambito di un incontro in videoconferenza tra Regione, presidenti delle Province, sindaci delle città capoluogo ed esponenti di tutti gli altri Enti interessati. Lo ha annunciato il presidente Alberto Cirio intervenendo, questo pomeriggio, alla videoriunione del CAL (Consiglio Autonomie Locali) convocata per esprimere un parere in merito alla legge regionale "Riparti Piemonte". 

“Ad oggi, le notizie che ci giungono dal governo indicano che daranno via libera alla riapertura di tutti i negozi con sede fissa – ha aggiunto Cirio – mentre non è ancora ben chiaro se il provvedimento interesserà anche gli ambulanti non alimentari. Verrà comunque lasciata alle Regioni la possibilità di “allargare le maglie”, oltre che di restringerle come avvenuto finora”. 

“Noi – ha aggiunto il governatore – siamo sempre stati molto attenti ad evitare sia il sorgere di aspettative che di timori ingiustificati, domani sera avremo il primo risultato di un monitoraggio nazionale attuato provincia per provincia: sulla base di quei dati, si potranno fare valutazioni più concrete su tutto il territorio piemontese”.

Rassicurando gli amministratori locali, Cirio ha poi sottolineato che “Abbiamo definito con la Tesoreria un’anticipazione di cassa molto forte e da lunedì inizieremo a distribuire i 116 miilioni di euro stanziati per ambulanti, bar, parrucchieri, negozi… Parliamo di 5-6 milioni di euro al giorno, per cui posso garantirvi che ci sono le coperture anche per i provvedimenti che riguardano i vostri comuni, compreso il fondo relativo il ristoro per i mancati introiti dell’occupazione di suolo pubblico. Vi invito però a dare una mano per far riaprire i dehor di bar e ristoranti. Allertate uffici tecnici e Polizia Locale, perché la sopravvivenza delle attività di ristorazione, ad oggi, si basa su quanto potranno ospitare all’esterno. Nonostante tutte le garanzie, c’è un blocco psicologico nei clienti, quindi tutti si sentiranno più sicuri scegliendo quelli che hanno tavolino all’esterno”.

dal nostro corrispondente a Torino

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