Riceviamo e pubblichiamo.
Abbiamo già avuto modo di esprimere le nostre valutazioni sulla situazione sanitaria e sulle inadeguatezze della risposta messa in campo dalla Regione Piemonte, ma siamo costretti a manifestare ulteriormente la nostra preoccupazione a fronte della recente presa di posizione delle rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’Asl di Vercelli, che si inserisce all’interno di uno stato di mobilitazione a livello regionale e in un contesto che vede il contagio piemontese rallentare molto meno rispetto alle altre regioni.
Non è accettabile che, a distanza di due mesi dall’inizio dell’epidemia, il personale che opera nei servizi sanitari continui a non essere protetto dal rischio di contagio a tutela della propria salute, di quella dei propri familiari e dei pazienti. È assodato, infatti, che un’alta percentuale degli operatori è stato infettato proprio a causa delle carenze organizzative e di protezione, una situazione che, a sua volta, ha comportato un eccesso di rischio per la popolazione, come segnalato ripetutamente dai rappresentanti dei medici e degli infermieri.
Lo scorso 17 marzo è stato annunciato un piano tamponi per gli operatori sanitari, le linee guida sono state trasmesse il 28 marzo: sono passati 24 giorni e non esiste un piano operativo, ovvero non è noto dove e quando verranno effettuati i test. Tuttavia medici, infermieri e personale sanitario continuano a lavorare esponendosi al rischio di contagio.
La tendenza all’annuncio precoce, che fin qui ha caratterizzato il governo regionale, risulta deleteria in una situazione di emergenza: aumenta le aspettative rispetto alle soluzioni dei problemi e, se non seguono risposte in linea con l’annuncio, accresce il senso di frustrazione e di abbandono. Occorrono soluzioni efficaci, è una questione di rispetto nei confronti di una delle categorie professionali più esposte in questi giorni.
Da questo punto di vista ci auguriamo che anche gli 800 milioni annunciati ieri non costituiscano l'ennesimo annuncio: saremo in grado di valutarlo soltanto quando potremo leggere il disegno di legge. Come opposizione siamo pronti, anche con proposte concrete come dimostra la Proposta di Legge sul compenso straordinario per gli operatori sanitari depositata già la settimana scorsa.