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Arte e Cultura | 14 aprile 2020, 21:59

Sette consigli di lettura

L'argomento del giorno? Storia delle epidemie

La copertina di Storia delle epidemie

La copertina di Storia delle epidemie

Vorrei proporre qualche libro, sette per l’esattezza, per trascorrere qualche ore di ‘evasione’ con un testo che possa di volta in volta divertire, appassionare, coinvolgere, istruire, filosofare.

 

Inizierei con la narrativa dove trovo interessante il romanzo L’ultimo disco dei Cure (Arcana Edirice) di Massimiliano Nuzzolo, il quale, alla quinta opera letteraria, affronta, forse un po’ autobiograficamente, la passione per la musica del gruppo dark di Robert Smith (e per il rock decadente dei Joy Division e di Jesus and Mary Chain), relazionandosi al difficile passaggio dall’essere ragazzo a diventare uomo, partendo dalla foto di due bimbi, mano nella mano, dalla Rimini di tanti estati fa.

Narrazione, stavolta d’esordio con Moonlight Hotel, Parigi (Wojetk Edizioni per Sergio Gilles Lacavalla, un romanzo quasi sperimentale che l’autore stesso presenta con queste significative parole: “È una storia d’amore inibita dalla violenza che circonda i povero amanti. Per ogni bacio desiderato e non dato c’è un colpo di arma da fuoco. Una lama a trafiggere la voglia di tenerezza degli amanti che devono farsi eroi perché è sempre meglio di niente (…) Questo romanzo l’ho scritto perché le cose sono andate male. Parigi è sommersa dal male. Parigi è in guerra. Allora, inventiamoci un ricordo, e dai. Un altrove tra il mare e il deserto in cui l’insegna del Moonlight Motel ti indichi il posto dove fermarti”

 

Passando alla manualistica, benché oggi, in tempi di coronavirus, ritenuti indispensabili (penso ad esempio alla scuola ma in genere a quasi tutto il lavoro da casa) la rete e il telefonino sono ancora un problema per adulti e adolescenti: e allora credo che Disconnessi e felici (Edizioni Il Punto d’Incontro) dello psicologo catalano Marc Masip, sappia ben riconoscere la dipendenza da internet e da cellulare, consigliando come fare un uso adeguato delle recenti tecnologi e come staccarsi da essere per collegarsi invece alla libertà di vivere relazioni più appaganti e costruttive.

 

E visto che ho nominato la scuola c’è un saggio molto duro dal titolo L’aula vuota (Marsilio editore) che lo storico Ernesto Galli della Loggia ha scritto l’anno scorso per spiegare come l’Italia abbia ‘distrutto’ l’istruzione pubblica negli ultimi cinquant’anni: un intervento utilissimo, oggi come non mai, in vista di un ritorno in classe che personalmente spero avvenga con nuove modalità di cultura e di didattica, dopo la bruttissima esperienza del Covid-19 medesimo.

 

 

Dalla scuola alla televisione: visto che molti di noi (me compreso, confesso) passano in quarantena un po’ di tempo davanti al piccolo schermo c’è l’ottimo saggio Segni sogni suoni (Meltemi editori) del mediologo Bruno Di Marino che in 500 fitte pagine analizza 40 anni di videoclip da David Bowie a Lady Gaga: il breve filmato di musica pop è spesso un concentrato di creatività audiovisiva e rivedere magari su YouTube alcuni ‘classici’ di questo nuovo genere (ormai storicizzato) può essere utile sia come gioco della memoria sia per capire come il videoclip abbia poi influenza anche il cinema e la pubblicità.

 

Stando poi sempre a casa, noto poi che c’è più tempo per osservare gli oggetti che circondano e magari per curiosare su cose o circostanze abitualmente estranee alle nostre attività; e allora Questione di chimica (Sonzogno) della giovane studiosa tedesca Mai Thi Nguyen-Kim è un bel libro di divulgazione scientifica (autentico best-seller in Germania e Inghilterra) in cui la giovane ricercatrice mi dice come la chimica spieghi davvero tutto dal dentifricio allo smartphone, dal caffè al sonno, dal cibo all’amore: provare per credere.

E infine non posso esimermi dal consigliare un libro sull’argomento del giorno (da tre mesi in qua), anche perché di grandissimo valore culturale: Storia delle epidemie (edizioni Odoya) del medico brasiliano Stefan Cunha Ujvari che è un epidemiologo di fama internazionale e che ha scritto questo libro nel 2003, tradotto in italiano solo nel febbraio scorso: la premessa al testo è ottimista e forse oggi l’autore dovrebbe riscrivere molte parti finali, benché l’interesse maggiore delle 350 pagine consista soprattutto nel vedere come nel passato (dall’antichità al XX secolo) l’umanità abbia reagito a contagi, virus, pestilenze: molte diversità ma anche tante analogie con l’oggi, rendono il testo una lettura indispensabile per chi in questi giorni voglia essere vigile, attento, documentato e non succube delle tante fake news in circolazione.


Guido Michelone

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